Philip K. Dick

1928-1982


Illusione di potere

(Now Wait for Last Year, 1966)


COVER
Noi marziani
Ubik
Un oscuro scrutare
Scorrete lacrime
Cronache del dopobomba
Guaritore galattico
Testi vari e links
Bibliografia ITA-ENG

E' l'anno 2055. Grazie al trapianto di organi, gli umani sono in grado di vivere ben oltre i cent'anni. La Terra si trova in guerra contro i terribili Reegs (razza di formiche giganti) e ha come alleata una civiltà di talpe androgini che abitano nel sistema solare di Lili. Da qualche periodo circola tra i terrestri una droga che provoca allucinazioni e danni irreparabili al sistema nervoso. E' la JJ-180, che ricorda l'altrettanto terribile Chew-Z di Le tre stimmate di Palmer Eldritch (Dick chiamò quel personaggio così riprendendo un aggettivo spesso usato da H.P. Lovecraft: 'eldritch' significa 'fantomatico', ma anche 'subdolo').
Eric Sweetscent, il protagonista di Now Wait for Last Year (Illusione di potere), ha problemi finanziari. Sua moglie Kathy è troppo spendacciona e, sebbene anche lei abbia un lavoro, due stipendi in casa non bastano più. Così Eric, chirurgo di grande fama, è lieto quando viene ingaggiato da Gino Molinari (!), Segretario Generale delle Nazioni Unite e dunque di fatto capo della Terra.
Molinari è malato all'ultimo stadio; finora è riuscito a vivere a lungo senza sottoporsi ad alcun trapianto...

Queste, in linea di massima, le coordinate del romanzo. Senonché, Dick tesse una rete di sospetti e complicazioni possibilmente ancora più fitta del solito o, come ha giustamente fatto osservare un recensore anglosassone, veramente mindfucking. Anzitutto: la droga JJ-180 proviene da un laboratorio tedesco - come già l'LSD - o ha origini extraterrestri? Una cosa è certa: questo veleno, oltre a creare un'irreversibile dipendenza, è capace di catapultare avanti e indietro nel tempo, e forse proprio in esso consiste il segreto della longevità di Molinari.
Una delle scene-clou è quella in cui Frenesky, il capo delle Talpe, propone a Molinari di mandare nelle sue fabbriche un milione e mezzo di umani (che hanno scarsa o nulla resistenza alle bombe "omeostatiche" dei Reegs) per sostituire le unità-talpe che dovranno combattere al fronte.
Molinari nicchia. Durante tale importante incontro con la delegazione di Lili, il leader dei terrestri è sofferente e si vede. La conferenza prende una svolta drammatica quando Sweetscent, assistito da un altro medico, è costretto lì, praticamente su due piedi, a fare al suo paziente un trapianto di reni.
La cosa strana è che, in un ambiente contiguo, giace il cadavere dello stesso Molinari...

La vicenda si fa ulteriormente intricata quando Eric scopre che sua moglie è succube della droga JJ-180. Per salvarle la vita, dà inizio a una caccia esasperata all'antidoto. Ma per poterselo accaparrare deve ingerire anche lui la sostanza maledetta, in modo da poter viaggiare nel tempo...


Tra tutti i romanzi di Dick, Illusione di potere è uno dei più cervellotici, sebbene non manchino i momenti di suspence e alcuni spunti davvero unici nel loro genere. Nonostante che la storia sia ambientata in un futuro anche per noi di là da venire, rimane un sorridente retrogusto vintage, lo stesso che si ricava dalla lettura di Guaritore galattico e Noi marziani. Alle roboformiche (una sorta di automi-fattorini) e ai tassì guidati da robot parlanti e ragionanti, si contrappongono i videonastri, che facevano parte del bagaglio tecnologico più avanzato all'epoca in cui Dick scrisse il romanzo, ma che oggi sono passé. Inoltre, i personaggi parlano citando E.E. Cummings e Lorenzo da Ponte... come se per i grandi artisti ci potrebbe ancora essere un posticino nella svpgliata memoria del domani!
Questo miscuglio di nuovo-vecchio crea nel lettore sensazioni tanto piacevoli quanto sbalestranti. Sembra a volte di assistere a un film di SF risalente a quarant'anni fa, oppure al suo remake in 'Modernoscope'. Prendete per esempio le segretarie: esibiscono un look futuristico che è in realtà quello "psichedelico" degli Anni Sessanta...
Tale sensazione di piani temporali sovrapponentisi viene consapevolmente alimentata dallo stesso Dick là dove egli teorizza una "nostalgic wave" per oggetti datati Anni '30-'40. Nel romanzo, questi manufatti (già al suo tempo pezzi da museo) vengono realizzati fedelmente su Marte, dove esiste anche una loro esibizione permanente: e così, dai pacchetti di Lucky Strike alle Chevrolet, si possono tutti ammirare e, più o meno nascostamente, (ri)esportare sul nostro pianeta.

Qualche riga a parte merita l'ennesima descrizione di una situazione coniugale problematica, che rispecchia naturalmente la tormentata biografia dell'autore. Eric e Kathy non sono affatto felici. Quando la donna cade prigioniera della droga, lui potrebbe benissimo scegliere di vivere con un'altra. Per esempio con Mary Reinecke, amante e protegé di Molinari ma non indifferente al fascino del Nostro (e dunque una controfigura della Doreen di Noi marziani). Invece, ascoltando la propria coscienza, e anche dietro consiglio di un tassì-robot, Eric decide di perdonare alla moglie tutti i peccati, dedicandosi interamente al recupero della sua salute.





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Io so che siamo sotto la protezione di una potente intelligenza extraterrestre e se uno vuole chiamarla Dio, benissimo. Se un altro vuole chiamarla diversamente, benissimo. Nel mio libro viene chiamata VALIS, che sta per Vast Active Living Intelligent System. Preferisco questa parola a Dio. E questo VALIS interviene nelle faccende umane, per regolarle, coordinarle… Dato che una categoria come quella del tempo è quasi impossibile da definire e forse è illusoria, forse è illusorio anche il cambiamento. Forse siamo nel 70 dopo Cristo, forse viviamo ancora sotto l'Impero Romano... Ho una fortissima sensazione che ci troviamo in una specie di labirinto costruito per noi, che ci stiano valutando... Esiste una realtà molto prossima alla nostra, una realtà diversa che ormai punzecchia la nostra e che probabilmente farà irruzione presto. Noi scopriremo allora che ci troviamo in un mondo che possiede più dimensioni di quelle che avevamo immaginato.
(Philip K. Dick, intervista del 1976)

 

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© Peter Patti – Saturday, November 18, 2006.