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E' l'anno 2055. Grazie al trapianto di organi, gli umani sono in grado di vivere ben oltre i cent'anni. La Terra si trova in guerra contro i terribili Reegs (razza di formiche giganti) e ha come alleata una civiltà di talpe androgini che abitano nel sistema solare di Lili. Da qualche periodo circola tra i terrestri una droga che provoca allucinazioni e danni irreparabili al sistema nervoso. E' la JJ-180, che ricorda l'altrettanto terribile Chew-Z di Le tre stimmate di Palmer Eldritch (Dick chiamò quel personaggio così riprendendo un aggettivo spesso usato da H.P. Lovecraft: 'eldritch' significa 'fantomatico', ma anche 'subdolo'). |
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Queste, in linea di massima, le coordinate del romanzo. Senonché, Dick tesse una rete di sospetti e complicazioni possibilmente ancora più fitta del solito o, come ha giustamente fatto osservare un recensore anglosassone, veramente mindfucking. Anzitutto: la droga JJ-180 proviene da un laboratorio tedesco - come già l'LSD - o ha origini extraterrestri? Una cosa è certa: questo veleno, oltre a creare un'irreversibile dipendenza, è capace di catapultare avanti e indietro nel tempo, e forse proprio in esso consiste il segreto della longevità di Molinari. |
La vicenda si fa ulteriormente intricata quando Eric scopre che sua moglie è succube della droga JJ-180. Per salvarle la vita, dà inizio a una caccia esasperata all'antidoto. Ma per poterselo accaparrare deve ingerire anche lui la sostanza maledetta, in modo da poter viaggiare nel tempo... Tra tutti i romanzi di Dick, Illusione di potere è uno dei più cervellotici, sebbene non manchino i momenti di suspence e alcuni spunti davvero unici nel loro genere. Nonostante che la storia sia ambientata in un futuro anche per noi di là da venire, rimane un sorridente retrogusto vintage, lo stesso che si ricava dalla lettura di Guaritore galattico e Noi marziani. Alle roboformiche (una sorta di automi-fattorini) e ai tassì guidati da robot parlanti e ragionanti, si contrappongono i videonastri, che facevano parte del bagaglio tecnologico più avanzato all'epoca in cui Dick scrisse il romanzo, ma che oggi sono passé. Inoltre, i personaggi parlano citando E.E. Cummings e Lorenzo da Ponte... come se per i grandi artisti ci potrebbe ancora essere un posticino nella svpgliata memoria del domani! |
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© Peter Patti Saturday, November 18, 2006.