Philip K. Dick

1928-1982


Scorrete lacrime, disse il poliziotto
/ Episodio temporale /

(Flow My Tears, The Policeman Said, 1974)


COVER
Noi marziani
Ubik
Illusione di potere
Un oscuro scrutare
Cronache del dopobomba
Guaritore galattico
Testi vari e links
Bibliografia ITA-ENG

1988. Jason Taverner è una superstar televisiva il cui show può vantare un'audience di oltre 30 milioni di telespettatori sulla Terra e tra le colonie di Marte. Quando Marilyn Mason, una sua amante isterica, tenta di ucciderlo lanciandogli addosso una spugna "Callisto", Taverner riesce a sventare l'attentato; ma solo in parte: pur non morendo, deve essere trasportato d'urgenza in ospedale, poiché alcuni tentacoli del letale mollusco sono strisciati fin dentro il suo petto.
Al risveglio dalla narcosi, Taverner si ritrova proiettato in una dimensione parallela. La data è immutata, lui ha l'età di sempre, ma il mondo non ha mai sentito parlare di lui. Nemmeno il suo agente sa chi è; e, in quanto al celebre James Taverner Show ("ogni martedì alle ventuno su NBC"), è come se non fosse mai andato in onda.
Non è 'mai' andato in onda - almeno in questa realtà parallela.

Taverner, privo di documenti, è costretto a darsi da fare per mantenersi in vita, prendendo finalmente coscienza della situazione sociopolitica da lui prima comodamente snobbata. Gli USA sono a tutti gli effetti uno stato totalitario in cui imperversa la Seconda Guerra Civile. Una fitta rete di controlli polizieschi si estende sull'intero territorio, gli studenti dissidenti (nascosti nei sotterranei sotto le rovine dei campus) vengono sterminati in periodiche campagne di annientamento dalla Pol (polizia) o dai Naz (Guardia Nazionale), e i cittadini agiscono come spie governative. E' un riecheggiare della distopia orwelliana, che nella realtà storica ha visto tristi riscontri nell'ex Germania Orientale e in altri Paesi a regime dispotico.
Impensabile per uno senza documenti sperare di evitare l'internamento in uno dei famigerati 'campi di lavoro'. Taverner, catapultato di punto in bianco in uno dei quartieri più poveri della città, è un Sei (un individuo migliorato geneticamente): è ultraquarantenne, ma sembra più giovane di quanto non sia, ed emana un fascino irresistibile. Non gli resiste nemmeno la diciannovenne falsaria (affetta da epilessia, paranoia e quant'altro) che gli confeziona un 'set' di documenti falsi. Alcuni poliziotti estremamente puntigliosi scoprono che James Taverner non è registrato da nessuna parte - un peccato capitale in una dittatura burocratica - e, tra le inevitabili congetture di una sovversione organizzata dalla razza eugenetica dei Sei, inizia la caccia all'uomo.

E' sufficiente essere belli e affascinanti per sopravvivere in un mondo in cui non si esiste? Taverner ci prova, giocoforza. Si approccia a personaggi dello spettacolo, ricchi e influenti, da lui frequentati "in passato" (ma senza essere riconosciuto da loro). Cerca presso questi VIP protezione, ma anche una soluzione al busillis della sua attuale esistenza. Il tutto con gli agenti sempre alle calcagna. Sarà l'assaggio della droga KR-3 a fargli capire che cosa è successo.
Di nuovo, dunque, come sempre nei romanzi di Dick, una sostanza che altera la coscienza, che muta la percezione del tempo e della realtà.


Il titolo, Flow my tears, è tratto da un verso di John Dowland (compositore inglese del '600 che ritroveremo in Divine Invasion) che continua a girare nella mente del generale di polizia Felix Buckman, amante della musica classica. Buckman si oppone al pugno di forza contro gli studenti e gli altri illegali. La sua carriera ha subito un arresto a causa delle lotte di potere interne alle forze dell'ordine, ma lui è ancora autorevole e influente. Ha sposato la propria sorella gemella Alys - una lesbica sadomaso - e con lei ha concepito un figlio. Sarà proprio Alys Buckman a dare a Taverner la droga che riporterà lo showman sui binari della "normalità". A poco a poco la popolarità di Taverner ritorna. Per strada e nei caffè la gente gli chiede l'autografo, e dal Data Center rispuntano i suoi documenti. Senonché, Buckman, per opportunità di carriera, lo accusa dell'omicidio di Alys...

Dopo la lettura di questo romanzo, bisognerà tornare a discutere seriamente sulla questione della vera paternità del cyberpunk.





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Io so che siamo sotto la protezione di una potente intelligenza extraterrestre e se uno vuole chiamarla Dio, benissimo. Se un altro vuole chiamarla diversamente, benissimo. Nel mio libro viene chiamata VALIS, che sta per Vast Active Living Intelligent System. Preferisco questa parola a Dio. E questo VALIS interviene nelle faccende umane, per regolarle, coordinarle… Dato che una categoria come quella del tempo è quasi impossibile da definire e forse è illusoria, forse è illusorio anche il cambiamento. Forse siamo nel 70 dopo Cristo, forse viviamo ancora sotto l'Impero Romano... Ho una fortissima sensazione che ci troviamo in una specie di labirinto costruito per noi, che ci stiano valutando... Esiste una realtà molto prossima alla nostra, una realtà diversa che ormai punzecchia la nostra e che probabilmente farà irruzione presto. Noi scopriremo allora che ci troviamo in un mondo che possiede più dimensioni di quelle che avevamo immaginato.
(Philip K. Dick, intervista del 1976)

 

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© Peter Patti – Saturday, November 18, 2006.