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Los Angeles, 1994. Con il nome in codice "Fred", Bob Arctor svolge l'attività di undercover agent della Squadra Antinarcotici. Il mercato è invaso da una droga che semina follia e morte: la Sostanza M (in originale, Substance D; 'D' come 'Death' - oppure 'SD', 'Slow Death', che ovviamente ci rammenta l'LSD). L'origine di questa droga è ignota come l'organizzazione che la diffonde.
Un abito speciale nasconde ai colleghi e ai capi la vera identità di "Fred". Alla centrale operativa, una sofisticato sistema di televideo consente all'agente di spiare se stesso nella sua nuova condizione di drogato insieme ai suoi amici dentro la casa di cui lui paga l'affitto. Fred/Bob è combattuto tra senso del dovere e solidarietà verso questi suoi amici, che sono accomunati da un'unica cosa: la cieca volontà di autodistruggersi. Un vero e proprio viaggio all'inferno, che per Bob non viene certo rallentato dallo schizofrenico sdoppiamento di ruoli.

"Come aveva detto a quei tipi del Lions Club, quando si toglieva l'involucro speciale assumeva l'aspetto di un drogato. Parlava anche come un drogato, e ovviamente le persone lo credevano tale e reagivano come sempre facevano in questi casi. Gli altri drogati - si badi bene: 'altri' drogati - gli lanciavano per strada uno sguardo di riconoscimento: 'Pace, fratello'. Cosa che i borghesi non facevano.
Pensò: indossa una sottana da vescovo e mettiti sulla testa una mitra e scendi a passeggiare, e vedrai che la gente si inchinerà con rispetto riverenziale, piegherà il ginocchio e cercherà di baciare il tuo anello, se non addirittura il tuo culo. Eccoti così trasformato ad un tratto in vescovo. Che cos'è l'identità? Dove finisce la commedia, il ruolo in cui si è entrati? Non lo saprà mai nessuno."

La vicenda è arricchita dal suo amore per Donna, che possiede i contatti giusti per consentire a Bob di risalire alla sorgente della Sostanza M. Altre "complicazioni" nell'intreccio includono la scoperta che un altro dei suoi amici è un agente della polizia infiltrato, nonché i quesiti sulla reale natura di 'Nuovo Sentiero', una catena di centri per la disintossicazione.
Ma, ancora e soprattutto: qual è il suo vero 'io'? Fred/Arctor giungerà alla verità solo dopo essere sprofondato nel buio e nella disperazione della dipendenza.
Ovviamente Un oscuro scrutare rispecchia la situazione degli Anni '60-'70 ed è fortemente autobiografico. E' solamente "truccato" da romanzo di fantascienza: un espediente usato molto spesso da Dick.
Nella postfazione, a firma dello stesso autore, è contenuta una lista di suoi amici a cui il libro è dedicato, tutti deceduti oppure fatalmente compromessi dall'abuso di stupefacenti. Esistenze che “…sono state punite eccessivamente per quello che hanno fatto. Volevano divertirsi, ma si comportarono come quei bambini che giocano per strada nonostante che possano vedere come ciascuno di loro, l’uno dopo l’altro, rimanga ucciso, travolto, mutilato, annientato; e loro non per questo smettono di giocare […] Per un certo lasso di tempo noi tutti siamo stati per davvero felici […] ma questo lasso di tempo è stato terribilmente breve e la punizione che ne è seguita è stata al di là di ogni immaginazione […] Per un po’ di tempo io stesso sono stato uno di questi bambini che giocano per strada; come tutti loro, cercavo semplicemente di giocare invece di fare l’adulto, e sono stato punito.”
A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare (2006)
Regia: Richard Linklater.
Con Keanu Reeves, Robert Downey Jr., Woody Harrelson, Winona Ryder, Rory Cochrane.
Genere Fantascienza, colore, 100 minuti.
Ai racconti di Philip K. Dick si erano già ispirati grandi registi: Ridley Scott (Blade Runner), Steven Spielberg (Minority Report) e Paul Verhoeven (Total Recall).
Dopo mille difficoltà - sorte soprattutto in fase di postproduzione -, Linklater è riuscito a proporci Un oscuro scrutare.
Recitato da un cast in carne e ossa con la pellicola ritoccata fotogramma per fotogramma con pennelli virtuali (la tecnica del "rotoscoping", già utilizzata dallo stesso Linklater in Prima dell'alba [Waking Life]), procedura che conferisce al risultato finale l’aspetto tipico di un ritratto pittorico, A Scanner Darkly non delude. Non delude perché sceglie l’unica strada consentita per non tradire il testo di P. K. Dick, ossia rimanergli fedele dall’inizio alla fine.
La fusione tra film ed effetti speciali è totale; elementi veri e inventati hanno il medesimo grado di realismo. Quando Keanu Reeves (nei panni di Bob Arctor/Fred) vede gli amici con il corpo di insetto, non c'è discrepanza rispetto alla scena precedente, non c'è stupore o incredulità davanti a qualcosa di non possibile realmente, non c'è stacco con il resto del film; tutto è disegnato, tutto è falso. Quindi tutto è vero.
Il romanzo di Dick è ambientato nella California del 1994; il film realizzato da Linklater nel 2013. Il futuro è domani.
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© Peter Patti Saturday, November 18, 2006.