GÜNTER GRASS, Premio Nobel 1999
Oltre ad aver prodotto lavori di grafica molto originali, Grass ha scritto magnifici versi di tono espressionista. Come romanziere, bisogna attestargli la capacità di saper unire la poesia (immagini forti, dalle pennellate sicure) all'engagement sociale e politico. (È un fervido difensore delle minoranze.) Anche quando si lancia alla riscoperta di leggende e miti del passato (vedi soprattutto Il rombo), egli non perde mai d'occhio l'odierna società tedesca. L'entità politica Günter Grass ha avuto - ed ha - voce in capitolo nella vita della Bundesrepublik. La sua biografia è esemplare per il divenire delle speranze della Germania del dopoguerra, speranze che spesso però si sono sbugiardate da sé. Si può affermare che Grass non abbia scritto di storia, ma che abbia contribuito, tramite i suoi scritti, a ricordare la storia. Sempre coerente con le proprie idee e con il proprio stile, in lui l'identità esistenziale si fonde perfettamente con quella dell'artista.
Il Tamburo di latta, suo romanzo d'esordio - per cui è stato insignito del Premio Nobel a distanza di quarant'anni dalla stesura -, è la pietra miliare della sua produzione. "Eroe" del romanzo è Oskar Matzerath, uno gnometto di trent'anni che ci racconta la sua strana vita. A tre anni Oskar ha smesso di crescere - o meglio: si è rifiutato di crescere - e da allora osserva e commenta il mondo "dei grandi", che è la Germania di Hitler. Dalla prospettiva dello gnomo, tutte le anomalie, tutte le falsità e le illusioni della piccola borghesia tedesca sembrano ulteriormente ingrandite. Si tratta di una farsa a tratti mordente e cattiva, uno specchio che Grass pone impietosamente davanti al lettore. L'unico modo che Oskar ha a disposizione per imporsi contro il mondo folle e grottesco degli adulti, è il suo tamburo di latta, e soprattutto il suo grido stridente, che arriva a spaccare tutti i vetri nei dintorni. La ribellione quasi anarchica del piccolo Oskar si calma quando finisce la guerra e il protagonista cresce ancora di qualche centimetro. È comunque da un manicomio che ci arriva il suo racconto...
Il romanzo fu pubblicato la prima volta da Luchterhand nel 1959. Prima edizione in lingua inglese: The Tin Drum. Secker & Warburg, Londra, 1962.
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"Divenni famoso a trentadue anni. E da
allora abbiamo la Fama come sottoinquilina. Sta dappertutto, è fastidiosissima ed è
difficile ignorarla. È una monella a volte tronfia e a volte senza vita. I visitatori
credono di venire a trovare me, ma, appena entrati, si guardano intorno perché in realtà
è lei che vogliono vedere... Soltanto perché assedia la mia scrivania
inutilmente, ho deciso di portarla con me nel mondo della politica, dandole un impiego
come maestra di cerimonie: cosa che lei sa espletare alla perfezione."
Quello che lo scrittore descrive qui è il risultato del successo ottenuto da Die Blechtrommel ('Il tamburo di latta'). Prima di allora, per Grass c'erano stati trentadue anni di vita durissima, com'è testimoniato dai particolari autobiografici contenuti nello stesso 'Tamburo': infanzia a Danzica, militanza nella Hitlerjugend, la guerra, la prigionia, il lavoro dapprima nei campi, poi in una miniera di potassio (magnificamente descritta in 'Anni di cani') e infine in un'officina di pietre funerarie. Quindi l'Accademia di Belle Arti - scultura e grafica. Matrimonio con Anna Schwarz (1954) e primi tentativi letterari a Parigi. Finalmente la celebrità, il Premio Büchner, le lotte con il Partito Socialdemocratico (SPD); le grandi attese dei lettori non sempre soddisfatte e i problemi con la critica letteraria. Oggi Günter Grass è ritenuto uno dei "grandi" in assoluto, l'erede di Heinrich Böll per quanto riguarda le istanze morali. E certamente è tuttora il più scomodo poeta della Germania.

Qui con David Bennent e il regista Schlöndorff sul set
del 'Tamburo'
SEGUE: un articolo della taz (giornale di Berlino) su Die Blechtrommel
Gerhardt Csejka: Il tamburo di latta
Il tamburino Oskar Matzerath - noto ormai in tutto il mondo-, "io" narrante di questo romanzo, nel giorno della Pentecoste del 1925 aveva otto mesi: ciò significa che è più vecchio di tre anni del suo altrettanto famoso artefice. Questo vantaggio temporale è di grande utilità sia al piccolo Oskar sia a noi, in quanto gli avvenimenti da lui narrati richiedono dei sensi maturi per essere colti nella loro interezza. Oskar, fabulatore dallo spirito artistico, segna lo scorrere del tempo (insieme agli eventi storici che fanno da sfondo alla sua vita) battendo - a volte furiosamente - sul suo piccolo tamburo di latta.
Günter Grass dispone della scatola magica che fa parte del bagaglio di ogni grande
romanziere, e di volta in volta trae da essa cose sempre nuove senza mai mettere le
briglie alla sua fantasia; a dispetto di cotanta fantasia, il mondo da lui
"inventato" è in relazione diretta con la realtà storica. E così, sullo
sfondo della vicenda del 'Tamburo', non solo si riconosce la Storia autentica (al pari di
Grass, il personaggio Oskar è nato a Danzica e, da autentico "nano della sua
epoca", assiste in prima persona alla sanguinosa presa della città da parte della Wehrmacht),
ma le figure di questo autore posseggono inoltre tratti precisi e ben riconoscibili... e
ciò malgrado egli immerga il tutto nella sfera del simbolismo, della favola moderna.
Il solo fatto che Oskar sia un nano e che tale rimarrà vita natural durante è stato
ritenuto dai critici una scelta significativa (a tre anni Oskar si rifiuta di crescere
ulteriormente e, anzi, constata che la soluzione migliore sarebbe quella di tornare a
strisciare dentro il ventre materno, essendo il mondo quel che è). Le arti
"tamburine" del nano, insieme alle sue velleità anarchico-nichiliste e alla sua
dubbiezza morale, hanno dato adito a profonde analisi psicologiche; tanto più che Grass,
dopo la pubblicazione di Blechtrommel (1959), fu fortemente attivo nella vita
pubblica tedesca: cosa che suggerisce logicamente uno spontaneo paragone con l'
"io" romanzesco di quella che resta la sua opera di maggior successo.
Ma tra l'"anarchico" Oskar Matzerath e il suo creatore sussiste una differenza
sostanziale, differenza che irrita tanto i lettori di estrema sinistra quanto quelli più
conservatori: al contrario del nihilista Oskar, Grass è (e si riconferma) un sincero
socialista democratico.
(Apparso su taz del 21 ott. 1997)
Uscito all'indomani del disastro della Seconda Guerra Mondiale, il romanzo d'esordio di Günter Grass non offriva alcuna purificazione dai mali del nazionalsocialismo; Die Blechtrommel non è un inno alla bontà, alla verità e alla bellezza secondo i codici del neoclassicismo tedesco, ma presenta, al contrario, un mostruoso caleidoscopio storico composto da elementi grotteschi, ironici, cinici. L'opera è inoltre una denuncia palese agli anni Cinquanta - l'èra di Adenauer: un decennio di ipocrisia, di "immondizia nascosta sotto il tappeto", di bugie eclatanti. Nel paesaggio del dopoguerra, ridondante di filosofia heideggeriana e in cui si aspirava a un estetismo "elevato" à la Gottfried Benn, il 'Tamburo' non poteva che suscitare echi di disdegno. Molti allora si rifiutarono addirittura di considerare Grass uno scrittore tedesco...
Musica: Bizet (1838-1875)