Günter Grass, Premio Nobel 1999
Laudatio per Yasar Kemal
{Notizia d'agenzia}
Francoforte sul Meno, 7 luglio 1997. Sarà Günter Grass a leggere la Laudatio per Yasar Kemal, vincitore del Friedenspreis di quest'anno (Premio per la Pace istituito dalla Fiera del Libro di Francoforte).
Il settantaquattrenne romanziere turco si è detto felice che la scelta sia caduta su Grass, perché - come ha affermato - si sente molto affine a lui, sia per lo stile di scrittura sia per l' impegno politico.
Il Friedenpreis, che ammonta a 25.000 marchi, sarà consegnato a Yasar Kemal il 19 ottobre in una cerimonia che, secondo tradizione, si terrà nella chiesa di San Paolo (Paulskirche) di Francoforte sul Meno. La giuria ha motivato la sua decisione definendo Kemal - che è di origine curda - uno "strenuo difensore dei diritti umani".
"Kemal è d'esempio a tante altre persone che lottano per un ordine democratico e per la pacifica convivenza di popoli ed etnie nella totale libertà di espressione. Lo scrittore si è sempre fatto portavoce dei poveri, degli sfruttati e dei perseguitati politici e-o etnici, dimostrando grande coraggio e costretto a sua volta a provare il tormento della prigione e dell'esilio."
2.
"La letteratura ci unisce e ci rende complici." La Laudatio per Kemal di Günter Grass. (Francoforte sul Meno, 19 ottobre 1997.)
| Nella sua Laudatio per Yasar
Kemal, Grass ha dapprima elogiato il collega per i suoi lavori narrativi, che riescono
sempre a suscitare l'interesse del lettore. Dopo ha criticato la vendita alla Turchia di
armi di fabbricazione tedesca, oltre alla latente xenofobia che caratterizza la vita in
Germania. Grass ha detto testualmente: Ancora oggi il popolo dei curdi è soggetto
all'arbitrarietà dello Stato turco e ad azioni militari che seminano numerose vittime
persino fra le donne e i bambini. La storia dei nostri rispettivi Paesi è, purtroppo,
piena di follia razzista e di arroganza sciovinista, di intolleranza e di conflitti
armati, con tutto quel che ne consegue. Grass continua: Del Reich di quel famoso Cancelliere passato alla storia
come "Cancelliere di Ferro" per via della sua linea dura, oggi non è rimasto
quasi nulla. Tuttavia, di lui è rimasto troppo. Lo speciale rapporto che si
instaurò a quel tempo tra il Reich tedesco e il regno osmanico può spiegarsi con la politica
imperiale stabilita dal Congresso di Berlino del 1878, politica che mirava a sfruttare la
Crisi del Bosforo. Questo rapporto si riconfermò nella Prima Guerra Mondiale in una
"Fratellanza d'Armi" turco-tedesca: una bieca alleanza fondata sul ferro e sul
sangue che avrebbe condotto alla sconfitta (meritata) di entrambi i Paesi. (...) "Alle soglie del Ventunesimo secolo non si possono rifiutare i diritti umani a un popolo o a un gruppo etnico. Nessuno Stato ne ha il diritto. È stata proprio la forza unita di un'intera cittadinanza a scacciare gli americani dal Vietnam, i russi dall'Afghanistan e a operare il miracolo sudafricano. La Repubblica Turca non può permettersi di accedere al secolo Ventunesimo come Terra maledetta, continuando a condurre questa sua assurda guerra intestina. La coscienza dell'umanità deve aiutare i popoli della Turchia a smetterla di darsi battaglia. L'aiuto deve arrivare soprattutto dai cittadini di quegli Stati che oggi persistono a vendere armi alla Repubblica Turca." Signore e signori, questo appello è diretto anche al popolo tedesco, e con ottime ragioni. (...) Dopo il 1990, quando una sorte benevola condusse alla Riunificazione delle Due Germanie, noi abbiamo mandato a uno Stato bellicoso qual è la Turchia persino carri armati e mezzi corazzati che prima appartenevano alla Volksarmee tedesco-orientale. Perciò siamo, e rimaniamo, complici.
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3.
In un'intervista al quotidiano di Berlino taz , Egon Bahr, ex esperto dell'SPD per i problemi con l'Oriente, commenta il discorso di Günter Grass e le successive reazioni del mondo politico. Bahr afferma che lo scrittore ha voluto mettere in luce il rapporto "ipocrita" che intercorre tra la Germania e la Turchia.
taz: Nel discorso per il conferimento del Premio per la Pace [Friedenpreis des Deutschen Buchhandels] ) allo scrittore Yasar Kemal, Günter Grass ha intavolato il problema della politica tedesca nei confronti dei curdi. Quanto è stato importante questo suo intervento?
Egon Bahr: Consentitemi anzitutto di elogiare la Turchia. Non mi ricordo di nessuna manifestazione in cui un componente del governo della "nazione modello" Germania si sia degnato di accompagnare all'estero Grass presenziando alla premiazione di questo polemico scrittore. A Francoforte, al contrario, era presente il ministro turco per la Cultura: apposta per sentire Grass rendere gli onori di casa a Yasar Kemal. E adesso arriva la mia critica alla Turchia. Se la Turchia non fosse già un membro della NATO, oggi non potrebbe assolutamente entrare a farne parte: non possiede, infatti, i requisiti necessari per essere accolta in tale organizzazione mondiale. I suoi conflitti con gli altri Paesi NATO Grecia e Irak sono troppo eclatanti, per tacere dell'ancora irrisolta questione curda. In una situazione del genere, Grass ha decisamente rotto con la tradizione, che voleva che ogni ipocrisia e ogni doppio gioco vengano ricoperti da discorsetti diplomatici. L'asserzione di Grass secondo cui noi tedeschi abbiamo mandato armi a una regione fortemente in crisi, e che queste armi siano destinate a essere impiegate contro il popolo dei curdi, è assolutamente veritiera.
Il CDU, nella persona del Segretario di Stato Peter Hintze, è furioso...
Il comportamento ufficiale del governo tedesco è comprensibile, considerata l'importanza strategica della Turchia. Se la Turchia avesse una posizione geografica meno rilevante, nessuno se ne curerebbe. Purtroppo è così che vanno le cose. Per quanto riguarda più da vicino il signor Hintze: lui è troppo intelligente per credere alla sua stessa affermazione. Ha detto che Grass è da reputarsi un intellettuale al quale non si può fare più affidamento. Ma se così fosse, come mai questa sua reazione furente dopo il discorso dello scrittore? In Germania, la libertà di opinione è un diritto di tutti i cittadini. Lo stabilisce la Costituzione. Reagendo nel modo in cui ha fatto, il signor Hintze ha dimostrato che per lui la regola della buona decenza, che vorrebbe venisse applicata a ogni membro della NATO, non ha alcun valore nella politica interna...
Lei deplora che Grass non abbia ottenuto maggiori consensi?
Non posso deplorarlo, sapendo da che cosa ciò è dipeso.
Ma i nostri deputati non avrebbero potuto affrontare già prima i problemi di cui ha parlato lo scrittore?
Abbiamo a che fare con un processo molto vasto che dura ormai da anni: la vendita di armi alla Turchia, la questione dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, la situazione dei turchi che vivono qui in Germania, la minaccia del governo di Istambul di sabotare il tentativo della NATO di apertura ai Paesi est-europei nell'eventualità di un' esclusione della Turchia dall'U.E.... Sono tutti temi su cui ormai si posa la polvere del tempo. È comunque ingiusto chiedersi come mai nessuno, prima, abbia fatto lo stesso ragionamento di Grass. Diciamo che... finora l'occasione non si era presentata.
Forse una volta la politica era più moralista che ai nostri giorni?
No. Credo fermamente che le giovani generazioni abbiano voglia di far luce sul passato e che ci stiano riuscendo. La questione dell'eticità o meno della politica è una questione non nuova. In passato ci è capitato di sentire determinate voci dire che, se il Partito Socialdemocratico fosse arrivato al potere, avremmo avuto come conseguenza l'inesorabile declino della Germania. Oggi si è più moderati e non si parla più di declino. Oggi si parla di "contrattempo"...
Grass ha forse inteso svolgere il lavoro che è proprio degli uomini politici?
No, non voleva e non può farlo. Tale lavoro spetta ancora a loro, ai politici. Ma allo scrittore Grass, se non altro, è riuscito di smuovere le acque, ponendo sotto i riflettori dell'opinione pubblica una bella fetta di verità che tanti avrebbero voluto invece mantenere nell'ombra.
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Musica: Domenico Scarlatti (1685-1757)