GÜNTER GRASS           -   Intro

                                                     di peter patti


Quando si nomina Grass, salta subito in mente il suo impegno politico. Ciò rischia, a mio parere, di far passare in secondo piano le straordinarie qualità letterarie di questo autore. La prosa è intensa, carica di concetti, aforismi e metafore; la particolare tecnica da lui sviluppata (scansione del ritmo incalzante, un pullulare di aggettivi, le frasi inscatolate l'una nell'altra come matrioske) è la disperazione di tutti i traduttori. Questo tipo di scrittura "musicale", per molti versi espressionista, viene rispecchiata dalla poesia "grassiana" insieme agli intenti, che sono più umanistici che ideologici. Come ci dice H. Vormweg nell'introduzione a Gesammelte Gedichte:

"Günter Grass scrive poesie per diradare la nebbia che nasconde la realtà ai nostri sensi e alla nostra ragione. Per Grass, la lirica è un mezzo efficace per confrontarsi sia con il sociale sia con l'individuale; un confronto esistenziale complesso ma libero di pregiudizi. (...) La sua è una lirica 'oggettiva' in cui viene espresso quell'impulso che nella letteratura tedesca sembrava sul punto di svanire: il recupero della coscienza senza che a farne le spese sia la riflessione intima, la rivalutazione dell'io pensante e senziente. Oggi i poeti sono fatti oggetto di critiche: vengono accusati di confondere e di oscurare la realtà, espandendo la nebbia che ci confonde la vista. Tali voci allarmistiche appartengono in gran parte agli stessi poeti. La diffidenza, in effetti, è il presupposto migliore tanto per leggere versi quanto per scriverli."

Potremmo definire Grass un "allround talent": è lui stesso a progettare le copertine dei suoi romanzi e a disegnare le illustrazioni per le sue sillogi poetiche. ("Ci sono sempre dei disegni nei miei manoscritti. La parola e l'immagine vanno insieme: una doppia pratica che si ritrova nella tradizione, in molti scrittori tedeschi".) Fin dagli Anni Ottanta, lo scrittore è al centro di dibattiti che vedono impegnato il fior fiore della critica letteraria (in prima fila Marcel Reich-Ranicki, il "papa" dei critici tedeschi). Tutto è incominciato con il romanzo Der Butt, che a molti è sembrato estremamente intricato e "troppo costruito". (Der Butt, 'Il rombo', è un inno al postmodernismo, direi, o addirittura una sua anticipazione.) Altre polemiche sono scoppiate per le sue prese di posizione decisamente impopolari: prima, durante e dopo la Caduta del Muro, lo scrittore si pronunciò contro la riannessione immediata della Germania dell'Est, a difesa dello stesso Stato socialista dall'ingordigia dell'Occidente. (Come sappiamo, i fatti gli hanno dato ragione: la profonda crisi economica che ha investito i "nuovi territori a Nord-Est" avrebbe potuto evitarsi solo con una riannessione lenta e graduale dell'ex DDR.). Il romanzo Die Rättin, da cui fu tratto uno sceneggiato televisivo che riscontrò un sorprendente successo di pubblico, venne stroncato già al suo apparire, similmente a quanto era già accaduto a Der Butt e a tutte le altre sue opere degli anni Ottanta (il "decennio di Orwell"). Un suo diario di viaggio sull'India afflitta dalla fame e dalla sovrappopolazione ha scatenato le ire di chi vuole sottoscrivere a tutti i costi l'operato delle potenze occidentali...

Essendo nato a Danzica, Günter Grass è un tedesco-polacco. Durante la Seconda Guerra Mondiale si ritrovò a militare (ancora sedicenne) nella gioventù hitleriana. Tutta la sua opera si fonda su quell'esperienza traumatizzante, anche se tanti suoi romanzi affrontano anche temi più attuali. (Ma in Germania il nazismo e i suoi strascichi sono ancora e sempre di attualità.)

Dopo la "denazificazione" e gli anni di apprendistato trascorsi a Berlino, Grass aveva scelto coraggiosamente di andare ad abitare a Lubecca, una cittadina del Nord Germania che riecheggia in qualche modo le atmosfre della nativa Danzica, ma dove al contempo vige la mentalità bigotta tipica dell'hinterland.

Proprio Lubecca, in anni più recenti, è stata sede di attentati ad immigrati turchi e di colore. Su questi fatti deplorevoli, lo scrittore ha fatto sentire ovviamente la sua voce.
Chi è pratico di  Lubecca, conoscerà l'ufficio sulla cui entrata c'è una targhetta che annuncia: "Scrittoio di Günter Grass". Più volte gli hanno incendiato la porta di questo suo laboratorio di scrittura: chiare ritorsioni per le sue idee decisamente xenofile e antirazziste e per le frecciate al "Burokretinismus di stampo nazionalsocialista dei vecchi marpioni al potere".

Come si può dedurre da opere come 'La ratta', in Grass è molto sviluppato il senso per la famiglia: lo scrittore trascorre il suo tempo libero con i familiari, in una fattoria alquanto isolata. (E ogni estate, o quasi, "scende" con la sua tribù in Italia - ad Amatrice, poco distante da Rieti - per l'annuale villeggiatura.)

Grass sarà pure un homo politicus, ma non è un uomo di partito: dopo tanti decenni, è tornato a iscriversi nell'SPD, ma senza nutrire ambizioni personali in quel campo. Non è un marxista, ma la sua coscienza intellettuale lo porta a impegnarsi su tutti i fronti per la difesa dei diritti dell'uomo. Dal punto di vista della scrittura, il suo non è nemmeno un filone letterario: come Heinrich Böll, Grass rimane fedele solo a se stesso, alle proprie idee, e il suo stile è impermutabile. Non è considerato un archetipo letterario. Non esiste un filone "à la Grass", anche se nei lavori di molti scrittori delle ultime generazioni (si prenda ad esempio l'austriaco Haslinger, autore di 'Ballo all'opera') si riscontrano i medesimi temi e viene ricalcata - pur se in maniera blanda - la stessa tecnica di scrittura.

Significativo è che proprio i romanzi di Grass inizialmente stroncati hanno rivelato, col tempo, la loro sostanza veritiera e il loro contenuto profetico. Molti di essi verranno certamente ancora riscoperti, riconfermando la bravura di questo Maestro Artigiano della parola.

Ultimamente, Günter Grass ha affermato: "I giovani vivono immersi nei nuovi media, in Internet, ma molti di loro alla fine ritornano al libro. Capiscono la differenza tra informazione e conoscenza. Io sono sicuro che il libro sopravviverà. Perché la lettura di un libro è un'esperienza unica".

                                                                                                                           peter patti