F.C. Internazionale - Inter Mailand - F.C. Inter Milan

"Meglio sconfitti che milanisti!"  

  (Nicola Berti, marzo 1991)

                                                                                        HONOURS

Campionato Italiano 18 1909/10   1919/20    1929/30   1937/38   1939/40   1952/53   1953/54   1962/63   1964/65   1965/66   1970/71   1979/80   1988/89  2005/06  2006/07   2007/08  2008/09   2009/10

Coppa dei Campioni (poi: Champions League) 3 1963/64   1964/65   2009/10

Coppa Italia 6 1938/39   1977/78    1981/82   2004/05   2005/06   2009/10

Coppa UEFA 3 1990/91   1993/94    1997/98

Coppa Intercontinentale (poi: Coppa del Mondo per club) 3 1964        1965       2010

Supercoppa Italiana 5 1988/89   2004/05  2005/06  2007/08, 2009/10

 
We're ready to win again


Coppa Italia 2006..............................................Scudetto 2008



Addio, Gigante Buono

La data è storica: a Milano il 9 Marzo 1908, al ristorante L'Orologio, nasce da un gruppo di ribelli del Milan il Football Club Internazionale Milano.
La denominazione "Internazionale" evidenzia l’apertura, sin dal suo nascere, a giocatori stranieri: infatti il primo capitano fu Hernest Manktl, svizzero. I colori scelti per lo stemma societario sono oro, nero e azzurro. La squadra guidata dal primo presidente, il veneziano Giovanni Paramithiotti, dopo appena due anni vince il suo primo titolo nazionale battendo la Pro Vercelli 11-3. Per onore del vero bisogna dire che i dirigenti del club piemontese schierarono una squadra di ragazzi in segno di protesta: avrebbero voluto posticipare la partita per l'impegno di molti loro giocatori con la Nazionale Militare.
Dal 1913 l'Inter gioca sul nuovo campo di via Goldoni. All'alba della Prima Guerra Mondiale, con un attacco fortissimo - guidato da Cevenini III detto "Zizì", e in più con Aebi e con Campelli, due sopravvissuti del conflitto mondiale, già presenti nella formazione del 1910 -, l'Inter si aggiudica il secondo posto alle spalle del Genoa.
L'Inter vince anche il primo scudetto del dopoguerra, nel 1920; l'avversario nella finale giocatasi a Bologna è il Livorno. Nel 1928 la società cambia nome e maglia (la casacca è bianca con una croce color rosso) e si unisce all'Unione Sportiva Milanese, diventando "Ambrosiana" (il regime fascista non gradisce la denominazione originale), mentre i tifosi continuano a urlare "Forza Inter!" L'allenatore è l‘ungherese Arpad Veisz. Nel 1930, vent'anni dopo il primo e dieci dopo il secondo, arriva il terzo scudetto. Sono i giorni di Giuseppe Meazza che firma anche i successi della Nazionale ai mondiali del 1934 e del 1938 e sigla il quarto scudetto interista nel 1938 e la prima Coppa Italia nel 1939. "Peppino" Meazza è una leggenda: un piccolo-grande uomo che in quegli anni diventa protagonista addirittura di avventure a fumetti.
Nel giugno del 1940 l'Internazionale, priva di Meazza che è gravemente infortunato, vince il suo quinto scudetto. Ma otto giorni più tardi l'Italia entra in guerra a fianco della Germania. Il campionato comunque prosegue fino al giugno del 1943 e nel 1945, alla ripresa, la società si libera del nome "Ambrosiana" tornando a chiamarsi "Internazionale" o, più semplicemente, "Inter". E’ l’anno dell'addio al calcio di Giuseppe Meazza. Milano, per rendergli omaggio, gli intitolerà lo stadio San Siro.
Gli Anni Cinquanta sono l'èra di Armano, di Benito Lorenzi ("Veleno"), dell'olandese Wilkes, dello svedese "Nacka" Skoglund e dell'ungherese Nyers; in porta c'è Giorgio Ghezzi, detto il "Kamikaze", mentre l'allenatore è Alfredo Foni. Con questi uomini l'Inter vince nel 1953 il suo sesto scudetto. Due anni dopo a prendere le redini della societa è Angelo Moratti. Con questo presidente il club si muoverà sulle ali di un sogno che nessuno è mai riuscito a dimenticare.
La nuova èra calcistica si fregia di campioni come Massei, Vonlanthen, Firmani, il bomber Angelillo (arrivato dal Boca Juniores per 90 milioni di lire) e Mariolino Corso (debutto nel 1958 a soli sedici anni e mezzo), mentre sulla panchina si avvicendano diversi allenatori. Le vittorie tardano ad arrivare ma Moratti non cede: compra nuovi giocatori e sceglie nel 1960 un "mister" spagnolo allora quasi sconosciuto: Helenio Herrera.
Dal 1962 inizia la più bella favola nerazzurra con Mazzola, Picchi, Facchetti, Burgnich, Suarez & Co.
Tra il 1964 e il 1966 l'Inter conquista due scudetti, due Coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali.
L'Inter si cuce sulle maglie la prima stella (che sta a significare il decimo scudetto) mentre Moratti lascia la guida a Ivanoe Fraizzoli.
Nel 1970/71 arriva il titolo italiano numero undici. Per il dodicesimo si dovrà attendere nove anni, ovvero fino alla stagione 1979/80. In panchina c'è Eugenio Bersellini, alla scrivania Sandro Mazzola; sono loro i principali artefici di questa affermazione ottenuta con un collettivo bene armonizzato e dotato di elementi che ben presto avrebbero dato il loro apporto anche alla Nazionale: Bordon, Baresi 1, Altobelli, Oriali, Marini. E con loro Beccalossi, Caso, Mozzini, Bini, Pasinato, Muraro, Canuti. A fine torneo, il distacco della Juventus è di tre punti. Lele Oriali può gloriarsi, dopo nove anni, di un appagante bis in tema scudetto, cosi come il "papà" Ivanoe Fraizzoli.
Dopo l'uscita di Fraizzoli, subentra come presidente Ernesto Pellegrini. E' l'Inter "tedesca", quella della rinascita: ci sono Karl-Heinz Rumenigge, Lothar Matthaeus e Andreas Brehme, e Trapattoni allenatore.
Nella stagione 1988/89, con Zenga, Bergomi, Ferri, Baresi, Berti, Diaz, Bianchi e Serena, in 34 partite l'Inter totalizza 58 punti: è "scudetto record".
Nel 1994 è la volta della seconda Coppa UEFA, dopo quella di quattro anni prima. Poi, dal febbraio del 1995, la "Beneamata" torna sotto il segno dei Moratti. Si chiama Massimo il nuovo presidente, terzogenito di Angelo. E' l'Inter che acquista Ronaldo, poi Adriano, e che inizia un nuovo, appassionante percorso contrassegnato da numerosi trionfi, sfociati nella "Cinquina" del 2010.


                                             Romanticismo neroazzurro

Essere interisti è anche un modo di essere. "Rispecchia" un modo di essere.
Vero: può darsi che si diventi nerazzurri per caso (non tutti gli interisti vivono a Milano o dintorni: anzi...), o perché si aveva l'età giusta nel periodo in cui questo club seminava trionfi (ma di momenti belli ce ne sono stati molti, anche in tempi recenti!). Comunque ho notato - e correggetemi se sbaglio - che i tifosi interisti sono... come dire?... più belli, più gentili, più corretti di quelli di altri grandi club. Quasi quasi, incontrandosi per strada si riconoscono immediatamente...
Il vulgo ora ci vuole "nati sfigati" o addirittura "masochisti". Ma perché? Anzitutto, l'Inter non è mai stato in serie B e mai è stato coinvolto in scandali seri tipo corrompere arbitri et similia.
Il nostro palmares è di tutto riguardo (vedi sopra); e non dimentichiamo gli innumerevoli altri titoli meno maiuscoli ma di certo significativi. Il nostro è un club che riscuote simpatie anche all'estero.
Ci sono Fan-Clubs nerazzurri in ogni Paese del mondo e, chi conosce il gioco virtuale (online) hattrick, può rilevarlo facilmente, digitando "Inter" nell'apposito spazio di ricerca di società virtuali - homepage: www.hattrick.org - : noterà che il nome di numerose squadre di hattrick all'estero è stato ispirato dal club nerazzurro: Inter FC Nederland, Inter Germany, Inter Acádemica (Spagna), Inter Club Brazil, Inter Budapesti...
Non c'è da stupirsi. Ogni volta che i Nostri vanno a giocare da qualche parte, fanno innamorare i ragazzini di ogni colore e nazionalità!
E la Juve? E il Milan? E' solo una mia opinione: queste due società sono troppo compromesse con il potere (politico e non solo), il loro pragmatismo è quasi agli antipodi di quello che è il vero spirito del calcio e perciò non lasciano troppe tracce dentro i cuori...
Si può essere campioni senza dover necessariamente cucire lo scudetto sulla maglia a ogni stagione.

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