Centenario Inter:
la formazione di tutti i tempi


100 Inter: la formazione del secolo

Tanti campioni e fuoriclasse sono passati in maglia nerazzurra. Non è stato semplice decidere l’11 di sempre ma lo abbiamo fatto, consapevoli di aver escluso nostro malgrado giocatori che hanno costruito i 100 anni di storia del club.


Le maglie del Centenario, con il logo Nike e il nome dello sponsor Pirelli in color oro.


ALLENATORE

Helenio Herrera. Basta il nome: è stato il ‘creatore’ della Grande Inter, l’uomo che ha rivoluzionato il calcio negli Anni Sessanta conquistando tutto quello che c’era da vincere con la squadra più forte del mondo. Let's remember: 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.

Anche Mancini sta avendo un posto importantissimo nella storia nerazzurra, ma i trionfi del ‘Mago’ sono al momento irraggiungibili.


PORTIERE

Walter Zenga.Uno dei simboli dello scudetto dei record del 1988-89 di Trapattoni; 473 presenze in maglia nerazzurra e per tre anni (dal 1989 al 1991) nominato miglior estremo difensore del mondo. Uno scudetto, una Supercoppa italiana e 2 Coppe Uefa nel palmares. Molti altri erano degni di essere in questa squadra: soprattutto Giuliano Sarti, Lido Vieri, Ivano Bordon, Gianluca Pagliuca e Francesco Toldo.


DIFENSORI

Javier Zanetti. E’ il capitano dell’Inter attuale, il terzo per presenze nella storia. Sulla fascia destra è un motorino inesauribile e non viene praticamente mai superato dagli avversari. E’ uno dei simboli dello scudetto della passata stagione.

Giuseppe Bergomi. Lo ‘Zio’ è la bandiera interista per eccellenza: ben 758 presenze, tutte realizzate con la maglia nerazzurra prima sulla fascia destra e poi come centrale. Ha conquistato lo scudetto del 1989 e tre Coppe Uefa.

Armando Picchi. Pilastro della difesa e capitano della 'Grande Inter', ha vinto tutto quello che c’era da vincere sotto la guida di Helenio Herrera. Il suo palmares parla di 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe intercontinentali.

Giacinto Facchetti. E’ stato il terzino più forte del mondo nei decenni ‘60 e ’70, uno dei primi a segnare tante reti (75 in carriera) pur giocando in difesa. Simbolo indiscusso del club di Via Durini, di cui è diventato prima dirigente e poi presidente. Nella carriera ha vinto 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa Italia.

Tanti ne sono stati esclusi: su tutti Tarcisio Burgnich, Giuseppe Baresi, Andreas Brehme e Marco Materazzi.


CENTROCAMPISTI

Jair. Dotato di formidabile scatto, di grande tecnica e di un dribbling mortifero, il brasiliano è stato, tra gli altri, l’autore della rete decisiva nella finale di Coppa Campioni 1965 a San Siro. 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali sono stati il corredo dell’avventura nerazzurra.

Luis Suarez. Il regista della squadra di Herrera, la guida della Grande Inter. Fantastici i suoi lanci lunghi (anche di oltre 50 metri) realizzati con precisione millimetrica per le punte... e per le quinte. 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali è il palmares.

Mario Corso. Le punizioni a foglia morta sono ancora oggi ricordate da tutti i tifosi nerazzurri e non. Grazie soprattutto a queste magie è arrivato quasi a 100 goal (per l'esattezza 94) con la maglia dell’Inter. Le vittorie: 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.

Lothar Matthaeus. Solo quattro stagioni con la maglia dell’Inter, che hanno però lasciato un segno indelebile nei 100 anni del club di Via Durini. Era la stella della squadra del 1988-89 e segnò la punizione decisiva in uno storico Inter-Napoli. Ha vinto uno scudetto, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa.

I grandi esclusi: Lennart ‘Nacka’ Skoglund, Gabriele Oriali, Evaristo Beccalossi e il "Jair bianco" ovvero l'ala destra Angelo Domenghini.


ATTACCANTI

Giuseppe Meazza. E’ stato, molto probabilmente, il miglior attaccante italiano della storia del calcio. Ben 247 reti segnate con la maglia interista, con tre titoli di capocannoniere. Ha vinto due scudetti e una Coppa Italia, senza dimenticare i due titoli mondiali con l’Italia.

Sandro Mazzola. Il simbolo della Grande Inter di Herrera. Il suo goal nella finale di Coppa Campioni del 1965 (3-1 al Real Madrid) è ancora nella mente di molti tifosi interisti. Ben 116 reti segnate per 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.

L’attacco è risultato il reparto più difficile da decidere: da Ronaldo a Zlatan Ibrahimovic, da Roberto Boninsegna (il "Bonimba") a Christian Vieri, da Karl Heinz Rummenigge ad Alessandro Altobelli, senza dimenticare Valentin Angelillo, Aldo Serena e Juergen Klinsmann, tanti i campioni lasciati ‘in panchina’.



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