William Boyd è nato ad Accra, in Ghana, da genitori scozzesi, il 7 marzo del 1952. Sua madre insegnava, suo padre era medico. Dopo essere cresciuto in Ghana e Nigeria, William ha studiato a Nizza, Glasgow e Oxford. Oggi risiede nel quartiere londinese di Chelsea, dove possiede una casa; ma trascorre gran parte dell'anno in un castello di Bergerac (Francia sud-occidentale), dove produce vini pregiati.
Teniamoci bene in mente questi luoghi geografici, perché, insieme agli Stati Uniti, alla Germania e a un paio di altri paesi, li ritroviamo nell'output di colui che è considerato, a ragione, tra i massimi scrittori inglesi viventi. Non si tratta di letteratura d'emigrazione tout court, ma vi è presente, sempre forte, l'elemento cosmopolita.
Boyd debuttò con alcune interessanti sillogi di racconti (tutte premiate) e la sua prima prova ufficiale come romanziere, A Good Man in Africa (1981), gli fece guadagnare il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Scrisse il libro in soli tre mesi mentre era docente al St. Hildas College di Oxford. Aveva già nel cassetto due manoscritti mai pubblicati (Is That All There is? e Against The Day), e un'insperata offerta della Hamish Hamilton, casa editrice cui aveva fatto capire di aver già quasi terminato il romanzo mentre invece non l'aveva neppure iniziato, misero ali alla sua ispirazione, spingendolo a un tour de force da cui sarebbe appunto risultato A Good Man in Africa. E' la storia di un segretario d'ambasciata britannico che dei diplomatici di carriera ha tutti i vizi e quasi nessuna virtù: diventa l'amante della moglie bianca di uno spregiudicato capopopolo locale, sedicente rivoluzionario e corrotto. Il poco fortunato adattamento cinematografico (del 1994, con Sean Connery e Colin Friels), in Italia è uscito con il titolo Alla ricerca dello stregone.
Anche il secondo romanzo, An Ice-Cream War (Come neve al sole), si meritò vari premi e riconoscimenti; fu tra l'altro finalista del Booker Prize 1982. La storia si svolge tra il 1914 e il 1918, e segue le tragiche vicende di due fratelli che si arruolano per andare a combattere nell'Africa Orientale tedesca. Il Granta Magazine incluse Boyd nell'elenco dei 20 migliori giovani narratori del Regno Unito e lui lasciò l'impiego sicuro decidendo di fare lo scrittore a tempo pieno.
L'Africa è ovviamente al centro di molti suoi lavori, ma gli interessi di questo autore abbracciano tutt'e cinque i continenti e molteplici epoche storiche (con una predilizione per la prima metà del XX secolo). Segnalo: Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), Stars and Bars (Stelle e strisce), The Blue Afternoon (Un pomeriggio blu; Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996), The New Confessions (Le nuove confessioni), Armadillo, Nat Tate (biografia fittizia di un artista americano), Any Human Hearts (Ogni cuore umano) e Restless (Inquietitudine, che con Brazzaville Beach, Un pomeriggio blu e Le nuove confessioni ritengo essere tra le sue prove migliori).
Gli stilemi di Boyd possono farsi rientrare nella letteratura inglese "classica"; questo autore difatti non ama gli sperimentalismi azzardati come - p. es. - Martin Amis o l'infelice B.S. Johnson. Per la varietà dei temi trattati e un certo sottotono ironico, siamo sicuramente di fronte a un esponente di quella scuola moderna, ma che non ripudia le tradizioni, che annovera in primo luogo il trio di "Catholics" Graham Greene, Evelyn Waugh e (lui sì che non disdegnava gli sperimentalismi!) Anthony Burgess.
Hollywood ha sempre amoreggiato con William "Will" Boyd, che cercò di adattarsi allo stile di vita californiano - e in particolare losangelino - ma decise infine di andarsi a impiantare definitivamente a Londra. Dieci suoi scripts sono diventati altrettanti film (anche Chaplin - in italiano: Charlot - reca, tra le altre, la sua firma). In particolare le riduzioni cinematografiche dei suoi libri A Good Man in Africa, Stars and Bars e Armadillo hanno raccolto elogi dalla critica, anche se il successo al botteghino è stato modesto.
Stars and Bars è nato proprio dall'esperienza americana di Boyd; è l'esilarante saga di Henderson Dores, un mercante d'arte inglese che vive negli States avventure assai bizzarre; dove però l'elemento più bizzarro è la sua inglesità, e non l'ordinaria follia degli americani.
Come detto, Boyd ha l'indole a raccontare di diversi luoghi del mondo, anche di alcuni in cui non ha mai vissuto: Berlino in The New Confessions, Manila in The Blue Afternoon, ecc. Con uguale agevolezza, riesce a narrare in maniera sorprendentemente efficace e realistica di epoche remote, come la Prima Guerra Mondiale in The Ice-Cream War e nel film per la TV The Trench (del 1999, da lui stesso diretto), della Seconda in The New Confessions e in Restless... Inoltre, almeno tre dei suoi romanzi hanno come protagonista un 'io' femminile: Brazzaville Beach, The Blue Afternoon e Restless: ciò a dimostrare la sua capacità di immedesimarsi anche nelle problematiche dell'altro sesso, cosa che a Burgess - per citare uno dei suoi "padri spirituali" - non riuscì (quasi) mai.
Boyd è sposato dal 1975 con Susan Anne Wilson, che incontrò a Glasgow ai tempi dell'università. Tutte le sue opere recano puntualmente la dedica alla moglie.
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