L I T E R Æ - William Boyd


................ di Peter Patti



The New Confessions (1987; Le nuove confessioni)
John James Todd, regista romantico e scavezzacollo, ha scelto come esilio volontario un'isoletta del mediterraneo e lì, ormai giunto al tramonto della vita, ripercorre le tappe della propria biografia, un percorso che si snoda per gran parte del XX secolo. Todd, scozzese classe 1899, "ha fatto morire sua madre" nel momento in cui è nato; un destino che condivide con Jean-Jacques Rousseau, del quale il regista a un certo punto legge Les Confessions e deciderà - ancora al tempo del cinema muto - di trarne un film.
L'idea di un protagonista che narra un lungo stralcio di cronaca secolare di cui è stato testimone si riscontra in almeno due altri grandi romanzi, uno uscito dalla penna di un inglese - I poteri delle tenebre di Anthony Burgess, al quale però bisognerebbe aggiungere, sempre di Burgess, L'antica lama - e uno del tedesco Günter Grass - Ein weites Feld, in italiano E' una lunga storia. Sono opere in cui le piccole vicende quotidiane si intrecciano con le tragedie collettive.
Il viaggio picaresco di James Todd conduce il lettore sui palcoscenici noti e meno noti della grande storia moderna, dal sanguinoso fronte di Ypres (Prima Guerra Mondiale) a un'Hollywood popolata di emigrée ridotti a lavoratori-schiavi, dalla Berlino drappeggiata di svastiche naziste alla Londra e - di nuovo - all'America del secondo dopoguerra.
Boyd ha compiuto molte ricerche per questo suo quarto romanzo, e la pletora di luoghi, situazioni e avvenimenti (anche esilaranti) sono cuciti con il doppio filo rosso dell'esistenza disordinata di Todd e dello strano legame che lega questo figlio ripudiato di un ozioso possidente scozzese al grande filosofo Rousseau. Alla fine il protagonista giunge alla conclusione che la vita non può che essere "profondamente paradossale e fondamentalmente incerta".

Brazzaville Beach (1991)
Sono passati già diversi anni dalla mia prima lettura di questo romanzo, eppure continuo ogni tanto a prederlo in mano, sfogliarlo o addirittura rileggerlo da capo. Mi vanto di essere stato uno dei primi "scopritori" di William Boyd e posseggo ormai l'intera sua produzione (molti titoli anche nell'edizione originale inglese). Brazzaville Beach è un romanzo particolare, in cui, oltre all'interessante sfondo storico (la guerra civile in un Paese africano), ci sono da rilevare i molti "appunti" di zoologia (Hope Clearwater, la protagonista, fa parte di un gruppo di scienziati che studiano il comportamento delle scimmie) nonché matematici (Mr. Clearwater è un docente di Matematica, molto vicino alla pazzia perché cerca di trovare la formula che definisca il caos). Non voglio anticiparvi altro. Dirò solo che, sebbene dalla sua stesura siano trascorsi decenni, questo libro non ha perduto nulla della sua freschezza. Boyd (che conosco fin dal tempo del suo Stars and Bars, vicenda umoristica - dalla quale è stato tratto un film - al cui centro è un inglese a New York) è un autore che consiglio assolutamente a chiunque ami la buona letteratura, soprattutto quella di Albione (Anthony Burgess, Iris Murdoch e dintorni).

The Blue Afternoon (1994; Pomeriggio blu)
Los Angeles, 1936. Kay Fischer è una giovane donna che fa l'architetto. Le sue ambizioni vengono alquanto ridimensionate dall'ex socio, un individuo odioso che fa comprare da un prestanome la prima casa costruita dalla società di Fischer per subito poi farla diroccare. "Di te non deve restare nulla, nessuna traccia" le urla il partner di una volta, oggi suo nemico acerrimo. Kay è furibonda, ma la sua esistenza prende una svolta ancora più imprevista a causa di Salvador Carriscant, un anziano straniero dall'aspetto affascinante che le rivela di essere il suo vero padre. Kay si dice d'accordo di intraprendere con lui un viaggio in Europa, che lei stessa finanzierà. Il viaggio la aiuta a schiacciare la rabbia e il dolore per le delusioni professionali, ma serve in primo luogo al suo presunto padre per ritrovare Delphine, il grande amore della sua vita. Durante la traversata oceanica, lui le racconta i fatti che cambiarono la sua vita, l'incontro con Delphine e una serie di omicidi assurdi e orrendi occorsi nella Manila del 1902-1903.
Le memorie di Carriscant, una volta medico di grido, costituiscono il nocciolo del romanzo e ci trasportano come una macchina del tempo nelle Filippine di primo secolo: un universo incantevole anche se periferico dove assistiamo al primo tentativo di volo con un "aeromobile" e agli stentati progressi della chirurgia. L'esotico arcipelago tropicale è dominato dagli americani, che hanno vinto una guerra atroce e in fondo inutile, una guerra "che il mondo ha fatto bene a dimenticare".

Armadillo (1998)
In un mattino d'inverno, Lorimer Black - giovane e di bell'aspetto, ma dall'espressione costantemente preoccupata - si reca a un appuntamento di routine lavorativa e trova il suo cliente morto: impiccato! E' un modo pessimo per iniziare la giornata, anche per un "controllore delle assicurazioni" quale è lui. Lorimer ancora non lo sa, ma i rivolgimenti della sua vita sono appena all'inizio.
Il nostro baldo giovane è di origini slave, e non è certo un caso che William Boyd abbia scelto un simile personaggio per descrivere il declino della British way of life in questo che è il suo settimo (e parecchio sottovalutato) romanzo, romanzo che una volta tanto è ambientato interamente a Londra.
Vediamo Lorimer, moderno Tristano, innamorarsi di un'attrice già sposata, e i suoi colleghi sospettarlo paranoicamente di essere lui il responsabile di certi intrighi e imbrogli affaristici. Poi lo accompagniamo in una visita notturna nello strano Istituto dei Sogni Lucidi...
Con Armadillo, Boyd abbandona il sentiero della Storia per consegnarci uno studio sulle bizzarrie della vita contemporanea.

Nat Tate (1998)
Con Nat Tate, biografia fittizia "dall'effetto Zelig", William Boyd riconferma la sua reputazione di scrittore comico e satirico. Nat Tate (1928-1960) viene presentato come un pittore espressionista di New York dall'esistenza breve e tragica. All'uscita del libro (che è corredato di riproduzioni di alcuni dipinti attribuiti a questo personaggio), David Bowie, grande amico di Boyd, lesse pubblicamente alcuni capitoli; e una parte degli invitati dichiarò di aver conosciuto personalmente l'artista!
Per il nome "Nat Tate" Boyd si ispirò ai due maggiori musei d'arte di Londra: la National Gallery e la Tate Gallery.

Any Human Heart (2002; Ogni cuore umano)
Logan Montstuart è un dandy nella Londra degli Anni Trenta; vive a Chelsea e frequenta Cyril Connolly, Virginia Woolf e l'intero gruppo di Bloomsbury. Ma non si tratta di un inglese al cento per cento, essendo infatti nato a Montevideo. Molteplici sono le personalità di questo scrittore, come apprendiamo dal journal intime che lui verga in diverse fasi della sua esistenza: seduttore, spia, ciarlatano... insomma, un artista di vita. Questi journals sono in realtà otto, e ognuno di essi ha un carattere distinto, a seconda dei luoghi e del periodo; dal primo segmento londinese (dove il protagonista è un "esteta modernista"), via New York ("cinico e stanco del mondo") fino a quello parigino ("sereno ed elegiaco").
A Parigi Montstuart fu amico di Joyce, Picasso, Hemingway, e in Spagna, durante la Guerra Civile, un fiero combattente. Poi, durante la Seconda Guerra Mondiale, in compagnia di Ian Fleming, una perfetta spia dell'Intelligence britannica. Anche nella New York del dopoguerra si trova a suo agio tra i bohémien dell'avanguardia artistica. Negli Anni Settanta torna in Inghilterra, dove gli accade inconsapevolmente di fare da corriere alla Baader-Meinhof, ovvero alla Rote Armee Fraktion...
Come Le nuove confessioni, Ogni cuore umano è l'indimenticabile affresco di tutto un secolo.
Un romanzo "sofisticato, ricco, divertentissimo e teneramente malinconico." (Publisher's Weekly)

Restless (2006; Inquietitudine)
È l'estate del 1976, un'interminabile calda estate inglese. Ruth Gilmartin è giunta in macchina nel minuscolo villaggio di Middle Ashton dove vive Sally, sua madre. Il paesino ha l'aspetto di sempre: una Shangri-La all'incontrario nel cuore perduto dell'Inghilterra dove, come per un misterioso sortilegio, tutto sembra diventare a ogni istante più vecchio, ammuffito, decrepito. La villetta di Sally è immersa come sempre in un verde selvaggio e incolto. Ogni cosa sembrerebbe tediosamente uguale alle innumerevoli volte in cui Ruth è accorsa a Middle Ashton con il piccolo Jochen al seguito, per lasciarle il bambino in custodia e avere così un sabato tutto per sé. Senonché, la vecchia fa la sua apparizione sulla soglia insolitamente seduta su una sedia a rotelle. Poi, una volta rientrata in casa, balza in piedi e sbircia attraverso una finestra verso il bosco di querce, faggi e noci. Ruth ha la netta sensazione che sta accadendo qualcosa di strano. La madre si sente osservata, e la sua non può essere semplice paranoia. La sensazione diventa angosciosa certezza quando la genitrice le porge un raccoglitore di cuoio e le dice: "Vorrei che tu leggessi questo". Sul contenitore c'è scritto: "Storia di Eva Delektorskaja".
Ruth scopre così di non conoscere niente del passato della madre. Sally si chiama in realtà Eva ed è nata in Russia... A un certo punto è passata a fare l'agente segreto per gli inglesi, lavorando tra l'altro negli uffici newyorkesi del British Security Coordination, un dipartimento voluto da Winston Churchill e che aveva lo scopo di manipolare notizie per convincere l'opinione pubblica americana della necessità di un intervento bellico degli States contro la sempre crescente minaccia nazista.
Una storia avvincente ambientata negli Anni Settanta (con riferimenti alla famigerata R.A.F., la Rote Armee Fraktion) e nell'Europa della Seconda Guerra Mondiale con la sua fitta rete di spie. Il messaggio è: Non fidarti di nessuno!

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