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Per trovare i suoi libri, in Europa bisogna fare i salti
mortali. Eppure questo prolificissimo autore, creatore della serie umoristica sul ladro geniale ma sfortunato Dortmunder, ha dappertutto una
folta schiera di aficionados, e in America i suoi titoli raggiungono tirature eccezionali.
Nato a Brooklyn il 12 luglio 1933, Donald E(dwin) Westlake
è tra i giallisti più interessanti in
assoluto. Il padre, un irlandese purosangue, si impiantò a Harlem all'inizio del secolo,
quando la scritta "NINA" non era un codice nascosto in un quadro di Hirschfeld,
ma - come narra lo stesso Westlake - "un'abbreviazione in calce al cartello 'Help Wanted' (cercasi personale)".
NINA stava a significare: 'No Irish Need Apply' (irlandesi non desiderati).
Westlake senior, con il quale Donald fu sempre legato da affetto profondo, portava la
dentiera.
"Aveva perso i denti durante la Prima Guerra Mondiale, quando uno dei suoi
commilitoni mise il piede su una mina e perse, da parte sua, molto di più dei soli denti."
Come il padre, anche Westlake junior, dopo aver trascorso l'infanzia ad Albany e aver studiato
all'Harpur College, indossò la divisa dell'esercito americano, prestando servizio militare in Europa, nell'Air Force; ma, fortunatamente per lui, dovette farlo in tempo di pace. Rimpatriato, si
mise a lavorare per un'agenzia letteraria. Lasciò tale attività per dedicarsi al teatro e,
nonostante i successi riscontrati in quel campo, si lasciò prendere dalla vocazione di
scrittore.
Iniziò a pubblicare nel 1960. Da molti suoi romanzi sono stati ricavati film di alterno valore. Tra i più recenti: Payback,
con Mel Gibson, e Two Much, con Antonio Banderas e la Griffith. Nessuna delle
versioni cinematografiche, a conti fatti, rende giustizia al corrispettivo modello
letterario, e ciò malgrado l'indiscutibile bravura degli interpreti (tra gli altri:
Robert Redford e George C. Scott, entrambi nei panni del personaggio Dortmunder).
Come scrive nella prefazione a Thieves'
Dozen (2004), l'autore fu "a dir poco stupito di scoprire che Dortmunder era Robert Redford." Il film in questione era The Hot Rock (La pietra che scotta).
Diversi anni dopo, in seguito a "a contractual contretemps with a motion picture studio", rischiò addirittura di perdere la paternità spirituale sul suo personaggio. Poi, per fortuna, la vicenda si risolse per il meglio.
Nonostante ogni cosa, Donald E. Westlake ha sempre mantenuto i contatti
con l'industria hollywoodiana. Il suo adattamento del romanzo The Grifters
(Rischiose abitudini), di Jim Thompson, gli valse nel 1990 una nomination all'Oscar
per la migliore sceneggiatura.
Ma restiamo ai suoi, di romanzi: le trame sono intricate, i
colpi di scena abbondano. Non si capisce perciò come mai nel Vecchio Continente essi
vengano snobbati o scarsamente considerati. Ad ogni modo, bisogna attestare alla Mondadori
il merito di aver scoperto Westlake per l'Italia. E' stata la lettura di Ditelo con
i fiori - apparso dapprima nella collana dei Gialli,
poi negli Oscar - a farmi entusiasmare per questo scrittore geniale e versatile (oltre al
poliziesco, Westlake si è cimentato nella fantascienza, nei western e nella letteratura
per l'infanzia).
In anni più recenti, alcuni suoi libri sono stati pubblicati dalla EST, da Marco Tropea Editore e dalla Edizioni Pendragon. Quest'ultima casa editrice (qui l'homepage) ha deciso di ristampare alcuni titoli della serie degli "Ineffabili 5".
I romanzi su Parker e su Mitch Tobin .
La serie di Dortmunder e gli altri umoristici
Tutti i film!! .
Bibliografia
Westlake, Donald E., "Dortmunder and Me, in Short", prefazione a Thieves' Dozen, Mysterious Press,
New York, 2004. ISBN: 0-446-69302-2
Westlake, Donald E., "Introduction", in Levine, Mysterious Press,
New York, 1984. ISBN: 0-89296-063-9
Lia Volpatti - Prefazione a Come sbancare il lunario (Bank Shot),
Oscar Mondadori N. 1401 (1973).
Maxim Jakubowski in The Bumper Book of Pulp Fiction, edito da
Robinson
The Bumper Book of Pulp Fiction:
ben 600 pagg. dedicate ai maestri del giallo -
Dashiell Hammett, Mickey Spillane, Donald Westlake, Robert Bloch, ecc. Maxim
Jakubowski la chiama "pulp fiction", e con cognizione di causa: lui è stato il
fondatore del Murder One book shop di Londra, e ha pubblicato più di 30 gialli e
romanzi di SF, vincendo l'Anthony (premio per il mystery
basato su fatti realmente accaduti) e il Karel (premio europeo per la fantascienza). Per
anni Jakubowski ha curato l'antologia New Crimes. E' un'autorità anche nel campo
della cinematografia. |
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