OLIMPIADI - Spigolature
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Ecco il “Nido d'Uccello”

Pechino 2008



              

                                                              

Atene 1896

Nella maratona delle prime Olimpiadi moderne (le uniche disputatesi nel secolo XIX), il greco Spyridon Louis vinse approfittando delle defiances del francese Albin Lermusiaux (che al 20° Km. conduceva) e dell'australiano Flack (in testa fino a poco prima dell'arrivo). Lermusiax e Flack, assetati, avevano pensato di bere esclusivamente alcoolici... I greci ottennero in quella gara il primo e il secondo posto. Mancarono di fare la tripletta perché il loro compagno terzo classificato, Spyridon Belokas, era stato visto percorrere un buon tratto in carrozza.

Curiosamente, a queste prime Olimpiadi non si distribuirono medaglie d'oro. I vincitori di ogni competizione ricevettero una medaglia d'argento e una corona di rami d'ulivo, mentre i secondi classificati ebbero come premio una medaglia di bronzo insieme a una corona d'alloro.
La Grecia si presentò con ben 230 atleti (la delegazione più numerosa); l'Australia e il Cile mandarono un solo atleta ciascuno.


Parigi 1900

Ancora la maratona. Il francese Michel Théato tagliò il traguardo per primo approfittando delle sue conoscenze della topografia di Parigi. I suoi avversari erano infatti costretti a chiedere spesso la strada e gli spettatori meno sportivi li mandavano a correre fuori del percorso. L'americano Arthur Newton, arrivato con oltre un'ora di ritardo sul vincitore, alzò le mani al cielo credendosi primo. Quando apprese la verità, accusò i suoi concorrenti di essersi serviti di biciclette...

Al primo torneo di calcio olimpico parteciparono tre selezioni: quelle di Gran Bretagna, Francia e Belgio.
In qualità di "creatori" di questo sport, i britannici esigettero i loro privilegi... e, con la loro rappresentanza di modesti pedatori (tutti giocatori del piccolo club Upton Park) poterono sconfiggere in finale i padroni di casa per 4-0.

Sempre a Parigi, il francese Marcel Depaillé realizzò un record singolare che forse mai sarà eguagliato: conquistò la medaglia d'oro nel canottaggio - in qualità di timoniere - a soli sette anni!
Un particolare forse non trascurabile è che non gareggiò con l'equipaggio francese, ma con quello dell'Olanda.


St. Louis 1904

Gli Stati Uniti si accaparrarono l'84 % delle medaglie in palio - record olimpico sicuramente insuperabile. La maratona fu vinta da Fred Lorz (USA), al quale però non fu dato l'alloro perché si era scoperto che l'atleta aveva percorso una buona metà del tracciato in automobile. Lorz affermò che aveva inteso scherzare, ma fu uno "scherzo" che gli procurò la squalifica a vita.

Un altro statunitense, George Lyon, vincitore dell'oro nel golf, tra un tiro e l'altro faceva flessioni sulle braccia; a quanto pare, quegli esercizi servivano a rilassarlo. I suoi avversari lo accusarono di volere invece far perdere loro la concentrazione. Più che dalle flessioni, si sentivano infastiditi dalle canzoni che Lyon cantava e dalle barzellette che raccontava in continuazione... Alla premazione, Lyon si presentò camminando allegramente sulle mani.
Quattro anni dopo attraversò l'Atlantico per difendere il suo titolo a Londra... e soltanto dopo essere arrivato scoprì che il golf non era più disciplina olimpica!

All'ungherese Zólthan Halmay toccò di vincere per due volte la gara dei 50 yards di nuoto stile libero prima di aggiudicarsi la medaglia. Nella prima prova, Halmay era terminato davanti a J. Scott Leary (USA), ma inspiegabilmente i giudici assegnarono la vittoria all'americano, cosa che fece scoppiare violente polemiche. Dunque si "riparò" facendo ridisputare la finale ai soli due nuotatori. Stavolta la vittoria di Halmay fu indiscutibile: si impose con oltre 6 secondi di vantaggio sull' avversario...


Londra 1908

Fu la prima Olimpiade in cui i vincitori delle singole competizioni ricevettero la medaglia d'oro, i secondi arrivati quella d'argento e i terzi quella di bronzo.

Per dimostrare la sua superiorità tecnica, lo specialista di corsa ad ostacoli Forrest Custer Smithson gareggiò con una Bibbia stretta nella mano sinistra. E, malgrado il peso supplementare, vinse l'oro.

La finale dei 400 metri piani venne disputata da tre statunitensi e dal britannico Wyndham Halswelle. Vinse John Carpenter (USA), ma dopo la corsa il britannico si lamentò che gli americani non lo avevano lasciato correre. Gli organizzatori allora decisero di squalificare gli statunitensi e la finale si ripeté: Wyndham Halswelle stavolta corse tutto da solo...

Alle stesse Olimpiadi, il nostro maratoneta Dorando Pietri entrò per primo nello stadio per percorrere l'ultimo mezzo miglio della corsa. Era sfinito: cadeva, si rialzava, tornava a cadere... il tutto in un tripudio di voci e bandiere. Jack Andrew, che aveva organizzato quell'edizione della maratona, lo aiutò negli ultimissimi metri (Pietri sembrava non sapere più dove dirigersi)... e, poco dopo, lo stesso Andrew accolse il reclamo dello statunitense Hayes - arrivato secondo - e squalificò il nostro campione. Motivo: "Ha accettato di essere aiutato".
Pietri fu comunque dichiarato vincitore morale della competizione.
Secondo una leggenda, l'uomo che lo sorresse sarebbe stato in realtà Sir Arthur Conan Doyle, l'inventore di Sherlock Holmes...

Nel "salto in lungo da fermo" vinse l'americano Ray Ewry. Per la sua straordinaria flessibilità, Ewry era soprannominato l'"Uomo di Gomma". Eppure, all'età di cinque anni gli era stata riscontrata una forma di paralisi che sembrava doverlo costringere per tutta la vita su una sedia a rotelle. Ewry non volle mai rassegnarsi e si allenò senza sosta. Grazie al training autogeno, recuperò parte delle funzioni dei muscoli delle gambe, e la medaglia d'oro conquistata a Londra fu il giusto premio per tanta fatica.

Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, un atleta di colore vinse la medaglia d'oro. Fu John Taylor, componente del team USA della staffetta 4 x 400.


Stoccolma 1912

Fa la sua comparsa alle Olimpiadi il cronometro: un'importante conquista tecnologica.

A Stoccolma si tenne la corsa di ciclismo su strada più lunga in assoluto. La vinse il sudafricano Rudolph Lewis, che percorse i 320 chilometri del tracciato in 10 ore e 42 minuti.

In un esagerato atto di censura, gli svedesi vietarono le gare di pugilato, non considerando la boxe come uno sport vero bensì come attività violenta.

Il portoghese Francisco Lazzaro, mentre partecipava alla corsa della maratona, morì stroncato da un collasso cardiaco.

L'incontro di lotta greco-romana tra l'estone Klein e il finlandese Asikainen venne interrotto dopo ben dieci ore (allora non c'era una regola che poneva limiti di tempo). Nessuno dei due fu decretato vincitore.
Sempre nella greco-romana, categoria pesi medi, la finale tra un altro finlandese, Böhling, e lo svedese Ahlgren, fu interrotta dopo nove ore. Per la maggior parte del tempo i due contendenti si erano limitati a guardarsi negli occhi... A entrambi fu assegnata la medaglia d'argento.

Nel calcio, la nazionale russa venne travolta dalla Germania col punteggio di 0-16. La stessa delegazione russa si rifiutò sulle prime di prendere i calciatori a bordo del piroscafo che avrebbe dovuto riportarli in patria.

Quando il generale fa cilecca
Una nuova disciplina fa il suo esordio ai Giochi di Stoccolma: è una prova multipla che richiede resistenza nel nuoto e nella corsa, abilità nella scherma, destrezza nel cavalcare e nervi saldi nel tiro a segno. Una gara massacrante, fortemente voluta dal Barone de Coubertin. Si chiama pentathlon moderno.
Tra i concorrenti cè un militare americano che farà carriera fino a diventare uno dei protagonisti della Seconda Guerra Mondiale: il suo nome è
George Smith Patton ed è nato nel 1885 a San Gabriel, California.
Il futuro generale Patton è in corsa per una medaglia, ma una delle cinque prove lo penalizza fino a farlo scendere al quinto posto. Si tratta della gara di tiro.
In uno dei colpi a sua disposizione, il pentatleta statunitense (che perderà la vita in un incidente stradale a Francoforte sul Meno, in Germania, nel 1945), fallisce clamorosamente il bersaglio.
Un eroe di guerra che fa cilecca? Lo stesso Patton, in un racconto postumo, spiegherà che il suo colpo non mancò il bersaglio, ma penetrò nel buco fatto da una pallottola precedente andata a segno.
Tuttavia non ci sono prove per dimostrare che avesse ragione...

Una maratona lunga 55 anni
Siso Kanakuri disputò la sua maratona in un tempo probabilmente mai superato: 55 anni! L'atleta giapponese infatti, dopo la partenza, scomparve senza lasciar traccia. Scovato nel 1962 da un giornalista svedese, raccontò di aver abbandonato la gara a metà strada, trovando ospitalità presso una famiglia svedese. Era poi rientrato in nave (in incognito) nel suo Paese. Nel 1967 venne invitato a Stoccolma per tagliare simbolicamente il traguardo dello Stadio Olimpico. Così, dopo 55 anni, la sua maratona era finalmente conclusa.


Anversa 1920

Per la prima volta fece capolino la bandiera olimpica, "inventata" dal Barone de Coubertin nel 1913.

La finale del torneo calcistico fu alquanto caotica. Fu giocata tra Belgio e Repubblica Céca. La nazionale belga conduceva per 2-0 quando i céchi abbandonarono il terreno di gioco, protestando per i troppi falli subiti non fischiati dall'arbitro.

Rinverdendo bibliche storie di fratellanza, gli italiani Nedo e Aldo Nadi disputarono tra di loro la finale di scherma. Fu Nedo a vincere. Qualche tempo dopo le Olimpiadi, suo fratello Aldo ottenne lavoro negli Stati Uniti: divenne istruttore di scherma per le stelle del cinema.

Nel nuoto, la finale dei 100 metri fu disputata due volte a causa delle proteste di uno dei partecipanti. Nella ripetizione, fu lo statunitense Duke Paoa Kahanamoku ad aggiudicarsi l'oro.

Quando il raccattapalle non ne può più
14-12, 6-8, 5-7, 6-4, 6-4: con questo incredibile punteggio (a quei tempi il tie-break non esisteva) il britannico Gordon Lowe sconfisse il greco A.Zerlendtis in uno dei più lunghi ed interminabili match di tennis della storia olimpica, durato in tutto sei ore e disputatosi in due giorni.
La gara, valida per il secondo turno del torneo di Anversa 1920, fu interrotta solo per l'assenza dei raccattapalle, i quali, assaliti da un attacco di fame, andarono a mangiare e costrinsero i due tennisti ad una pausa.

L'alcool fa bene
Ancora ad Anversa.Nell'atletica, il canadese Earl Thompson vince i 110 ostacoli con 14"8, stabilendo il nuovo primato del mondo. La cosa strana è che, la sera prima, il ragazzo si è ubriacato al punto che, quando si presenta ai blocchi di partenza, è ancora in preda ai fumi dell'alcool. Il suo tempo record resterà imbattuto per otto anni.


Parigi 1924

Strana decisione nel torneo di boxe: lo statunitense Joe Lazarus batté per K.O. lo svedese Oscar Andren ma i giudici di gara lo dichiararono perdente. Forse perché troppo... violento?


Giudici patriottici
Spesso il nazionalismo mette due belle fette di prosciutto davanti agli occhi dei giudici. Nella gara femminile di tuffi di Parigi 1924 (piattaforma) il giurato danese stabilì che la sua connazionale Edith Bechmann-Nielsen era stata la più brava. Ma lo svedese assegnò la vittoria a Hjördis Töpel, ovviamente svedese. Da parte sua, lo statunitense votò per Caroline Smith, degli USA.
Alla fine fu proprio Smith a vincere, grazie ai voti del giurato inglese...


Sparava agli uccelli, poi li studiò
Non sono pochi i casi in cui atleti che, dopo essere saliti sul podio, sono riusciti ad affermarsi in vari campi.
Il britannico
Cyril Mackwort-Praed era un ottimo cacciatore e si dilettava in alcune strane gare di tiro segno, come il tiro al capriolo in corsa (brrr!) e proprio in questa specialità vinse l'argento a Parigi 1924.
Ventotto anni più tardi si iscrisse, ormai sessantenne, ai Giochi di Helsinki, arrivando 11° nella fossa.
Nel frattempo aveva avuto una folgorazione: invece di sparare agli animali si mise a studiarli, diventando un affermato ornitologo. Dopo quarant'anni di lavoro uscì una sua opera in sei volumi dal titolo African Handbook of Birds ("Manuale degli uccelli africani").


Los Angeles 1932

Il Brasile inviò a Los Angeles i suoi atleti insieme a un carico di caffè. Non perché lo consumassero, ma per cercare di venderlo e finanziare così la costosa trasferta.

Nel calcio, fu una nazionale del Sudamerica a vincere e incantare il pubblico: l'Uruguay. Fu la nascita della cosiddetta "Celeste Olímpica". Uno dei giocatori della selezione uruguaiana segnò un goal direttamente da calcio d'angolo; da allora, quel tipo di realizzazione viene chiamato nei Paesi sudamericani "gol olímpico".

Il nuotatore americano Johnny Weissmuller fu la figura più di spicco di queste Olimpiadi, aggiudicandosi tre ori. Più tardi il baldo giovanotto avrebbe fatto fortuna nel cinema, interpretando il personaggio di Tarzan.


Amsterdam 1928

Per la prima volta vennero utilizzate delle colombe bianche in una cerimonia d'apertura dei Giochi. In quegli anni di forte instabilità politica, gli organizzatori volevano così porre l'accento sul significato di pace insito alle Olimpiadi.

Il giapponese Mikio Oda fu il primo asiatico a vincere un oro olimpico nella disciplina del salto triplo.

Per la prima volta, le donne poterono partecipare alle competizioni dell'atletica leggera. E subito si mise in luce una statunitense: Elizabeth Robinson, che trionfò nei 100 metri piani con il tempo di 12"02.

La gara dell'australiano Henry Pearce, vincitore del canottaggio singolo, sarebbe passata agli annali dei Giochi Olimpici come "la gara delle anatre". Accadde che una famiglia di questi uccelli si ponesse sulla scia della sua imbarcazione e Pearce, stranamente, ebbe tutto il tempo di diminuire il ritmo delle vogate per lasciarli passare...

La triste fine di un olimpionico
L'ungherese Attila Petschauer vinse l'oro oro nella sciabola. Nel 1942 venne deportato dai nazisti in un lager di prigionia. Anche a causa dei suoi trionfali precedenti sportivi, i nazisti gli riservarono un "trattamento speciale", torturandolo e immergendolo in acqua gelida. Petschauer morì assiderato nella notte fra il 19 ed il 20 gennaio del 1943.


Los Angeles 1932

Poiché negli Stati Uniti si era in piena Proibizione, gli organizzatori di questi Giochi si videro costretti a rilasciare un'autorizzazione speciale a francesi, ungheresi e italiani perché potessero bere vino, "loro indiscutibile bevanda prediletta".

Fu vietato al leggendario atleta finlandese Paavo Nurmi di prendere parte a questa edizione delle Olimpiadi. Nurmi era in odore di aver accettato del denaro in cambio della sua partecipazione ad alcune competizioni in Germania.

Nel nuoto dominarono largamente i giapponesi, vincendo 11 medaglie di cui 5 d'oro.

Per via di un errore nel conto dei giri già compiuti, i partecipanti alla corsa dei 3.000 metri furono costretti a percorrere una volta di più la pista dello stadio.


Berlino 1936

La musica delle Olimpiadi di Berlino '36 fu composta nientedimeno che dal compositore Richard Strauss.

Per la prima volta (e anche per fare onore al compositore), i Giochi furono trasmessi via tivù. Peccato che allora solo pochissimi possedevano un apparecchio televisivo...

L'unico sport in cui i tedeschi dominarono fu la ginnastica, con Konrad Frey che ne vinse sei.

Jesse Owens fu il vero protagonista di queste Olimpiadi; e, quindi, anche dell'opera filmica di Leni Riefenstahl Die Götter des Stadions ("Dei dello stadio"). I bonzi nazisti avevano commissionato alla regista il documentario, che avrebbe dovuto esaltare le qualità della razza ariana.

"Lampo d'ebano"
Le Olimpiadi di Berlino '36 furono quelle che, agli occhi dei tedeschi, avrebbero dovuto consacrare la superiorità della Germania e, più specificatamente, della "razza ariana". Ma a rovinare la festa a Hitler & Co. ci pensò Jesse Owens, un giovanotto di colore che stupì il pubblico - perlopiù "biondo" - dello Stadio Olimpico, trionfando in ben quattro specialità dell'atletica: 100 e 200 metri, salto in lungo e  staffetta 4x100. Nei pochi minuti che precedettero le qualificazioni del salto in lungo, Owens fu aiutato dal tedesco Lutz Long (che gli suggerì quale tecnica adottare per superare la misura minima consentita). Tra il povero giovanotto dell'Alabama e l'esemplare atleta germanico nacque un'amicizia che durò fino al 1943, allorché Lutz morì in seguito alle ferite riportate nella battaglia di Cassino.
Dopo il rientro di Owens negli States, il Presidente Roosvelt si guardò bene dall'invitare alla Casa Bianca il grande atleta: semplicemente perché di colore.
Prima delle Olimpiadi, Jesse Owens aveva esercitato i mestieri più disparati: lustrascarpe, fattorino, giardiniere, strillone, gelataio...

Nell'ippica tre cavalli si azzopparono e dovettero essere "finiti". Le cronache non ci riferiscono se vennero usate delle Luger.

L'atleta polacca Stella Walasiesicz vinse l'argento nei 100 metri piani femminili. Quando morì, nel 1980, si scoprì che non era affatto una donna, bensì un uomo.

La partita dei quarti di finale di calcio Austria-Perù sembrava non dovesse finire mai. Così almeno pensarono i tifosi peruviani, che invasero il terreno di gioco mentre la loro squadra era in vantaggio. Quando l'arbitro fece riprendere l'incontro (il tempo in effetti non era ancora scaduto), i giocatori peruviani si rifiutarono di continuare a giocare, autodichiarandosi vincitori... (Illusi!)
In un'altra partita, quella tra Italia e Stati Uniti, l'Azzurro Achille Piccini, espulso, si rifiutò di uscire dal campo. L'arbitro fece la volontà del giocatore e gli permise di continuare... Per la cronaca: l'Italia di Pozzi, già detentrice del titolo olimpico, se lo sarebbe aggiudicato anche stavolta.

La statunitense Marjorie Gestring vinse la prova dei tuffi (salto dal trampolino) all'età di appena 13 anni. E' il record per quel che riguarda le discipline individuali.


Londra 1948

Per la prima volta parteciparono ai Giochi Paesi come la Giamaica, il Libano e la Corea.

Il falso Dorando
Gli organizzatori delle Olimpiadi londinesi avrebbero voluto affidare a Dorando Pietri l'onore di aprire la maratona. Tuttavia l'italiano era deceduto tempo prima. Si presentò al suo posto un mistificatore che si spacciò per il defunto atleta. Venne ospitato a spese del comitato sino a che, smascherato, venne schiaffato in prigione.

La ginnastica maschile fu dominata da Svizzera (quattro ori) e Finlandia (tre).


Helsinki 1952

A guardarlo non si direbbe...
Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, aveva 23 anni nel 1952 allorché partecipò alle Olimpiadi di Helsinki. Fu un eccellente nuotatore. Già campione italiano di rana e poi campione italiano dei 100 stile libero, a Helsinki arrivò in semifinale proprio in quest'ultima specialità (la sua preferita), con il tempo di 58.9 secondi. Fu il primo italiano a riuscire a scendere sotto il minuto e detenne il record fino alla fine della carriera. Sempre in quei Giochi Olimpici, fece parte della nazionale italiana di pallanuoto che si aggiudicò il bronzo.
Quattro anni dopo partecipò alle Olimpiadi di Melbourne, raggiungendo un buon 11° posto.
Carlo Pedersoli decise di ritirarsi dall'attività agonistica nel 1957, ventottenne, non sopportando più la routine e gli allenamenti massacranti in piscina.


Melbourne 1956

Le gare di ippica si tennero in Svezia e non in Australia: gli organizzatori temevano che i cavalli "d'oltremare" potessero essere portatori di qualche malattia contaggiosa.

Islanda: a volte ritornano
L'Islanda vanta due medaglie olimpiche: una recente, di bronzo, con il judoka Bjarni Fridriksson, e una d'argento ai Giochi di Melbourne. A Melbourne, infatti, lo sconosciuto saltatore Vilhjálmur Einarsson sorprese tutti arrivando alle spalle del brasiliano Adelmar Ferreira Da Silva nella gara del triplo.
Una volta conclusa la finale, i giornalisti si affrettarono a cercare un interprete di islandese, ma Einarsson meravigliò tutti esprimendosi in un inglese quasi oxfordiano; aveva imparata la lingua di Shakespeare diplomandosi al Dartmouth College, nel New Hampshire.
Quattro anni dopo, a Roma, l'islandese ottenne un buon quinto posto.
Quanto a Da Silva, lui divenne acclamato attore cinematografico, interpretando nel '59 Orfeo Negro.


Roma 1960

Quelli di Roma furono i primi Giochi a essere trasmessi in mondovisione.

Sempre per la prima volta, la maratona non comincia né si conclude allo Stadio Olimpico. La partenza fu nei pressi del Campidoglio, con l'arrivo posto sotto l’Arco di Costantino. I dodici chilometri finali furono corsi sul tanto suggestivo quanto duro lastricato della via Appia Antica.

Il pugile statunitense Cassius Marcellus Clay si aggiudica l'oro nella categoria pesi massimi. Più tardi si convertirà all'islamismo e si farà chiamare "Muhammad Ali".


Sia scalzo, sia con le scarpe
Abebe Bikila, soldatino della guardia imperiale del Negus d'Etiopia, fa il suo debutto ai Giochi di Roma 1960, stravincendo la maratona... a piedi nudi! Bikila si ripresenta a Tokio '64. Solo sei settimane prima ha subito un'operazione di appendicectomia, e tuttavia galoppa anche stavolta verso la vittoria. Anche se non è più scalzo: è sponsorizzato dalla ditta Puma.
Bikila sarà presente pure a Messico '68, dove però cederà lo scettro al connazionale
Mamo Wolde.

I travestiti ci riprovano
Eva Klobukowska faceva parte del quartetto polacco che disputava la staffetta 4x100. La Polonia vinse la gara grazie soprattutto alle sue prestazioni. Tre anni dopo, esami clinici dimostrarono che la Klobukowska era in realtà un uomo. Fu ovviamente squalificata.

In tutte le discipline di nuoto si registrarono nuovi record olimpici.

Nella ginnastica dominò il sovietico Boris Shakhlin con sette medaglie, di cui quattro d'oro.

La nota tragica di questa Olimpiade è quella del ciclista danese Knut Jensen, che subì un fatale attacco cardiaco durante la corsa.


Tokio 1964

Espressamente per le Olimpiadi, i giapponesi costruirono un computer capace di registrare i tempi e i risultati ottenuti dagli atleti e di poterli mostrare su grandi tabelloni. Una conquista tecnologica rivoluzionaria per quell'epoca!

La fiamma olimpica venne accesa da Ioshinori Sakai. Sakai, uno studente universitario, era nato a Hiroshima esattamente nel momento in cui la bomba atomica devastava la città.

Per via delle solite questioni di politica internazionale, alle Olimpiadi di Tokio non presero parte il Sudafrica, l'Indonesia e la Corea del Nord.

black power Messico 1968. La contestazione arriva nel cuore dei Giochi. I "colored" statunitensi Tommie "Jet" Smith e John Carlos salgono sul podio e, al momento dell'inno americano, alzano al cielo il pugno guantato di nero (simbolo del movimento politico Black Power). Questo gesto di protesta contro il razzismo non piace al comitato olimpico, che espelle i due atleti. Ma l'episodio passa alla storia.

La messicana Norma Enriqueta Basilio fu la prima donna ad avere l'onore di accendere il braciere olimpico.

L'India perde (per la prima volta dal 1928) l'oro nell'hockey su prato. A vincerlo è il suo storico rivale, il Pakistan.

Todt, il nemico degli animali
Sempre a Messico '68, si assiste a una delle scene più squallide e deprecabili dell'intera storia delle Olimpiadi. Nella gara di equitazione inserita nel pentathlon moderno, il tedesco dell'Ovest Hans-Juergen Todt compromise la sua prova perchè il suo cavallo Ranchero era caduto per ben tre volte nello stesso ostacolo.
Anni di allenamento butatti via in pochi minuti, ma la reazione di Todt fu eccessiva: si scagliò addosso al povero animale per colpirlo con calci e pugni, ma fu trattenuto in tempo dai suoi compagni di squadra.


Monaco di Baviera 1972

La città di Monaco di Baviera fu completamente rimodellata e abbellita per ospitare questa edizione dei Giochi Olimpici, che videro per la prima volta una "mascotte" che li simboleggiava: il cagnolino "Waldi".

I giapponesi fecero man bassa di ori nella ginnastica maschile (5).

La nuotatrice australiana Shane Gould participò a 12 prove vincendo tre ori, un argento e un bronzo. Ma il vero eroe fu l'americano Mark Spitz: allora, come ora, il nuotatore più forte di tutti i tempi, con i suoi sette ori, conditi da altrettanti record del mondo: 100 e 200 farfalla, 100 e 200 stile libero, 4x100 stile libero e mista, 4x200 stile libero.

Per la prima volta nella storia olimpica, gli americani persero la finale di basket, che l'URSS vinse di misura per 51-50. Durante l'intera partita, i giocatori stelle-e-strisce si lamentarono per l'arbitraggio...

Ma questa Olimpiade verrà sempre ricordata purtroppo come quella del drammatico sequestro di atleti israeliani. Il 5 e 6 settembre, un commando palestinese autodenominatosi "Settembre Nero" entrò nell'Olympischen Dorf (Villaggio Olimpico) e prese in ostaggio alcuni atleti israeliani da scambiare con prigionieri politici. La polizia tedesca reagì in maniera drastica: nella sparatoria all'aeroporto di Monaco morirono 11 israeliani, 2 agenti tedeschi e 4 fedayn palestinesi.


Montreal 1976

Fu il ginnasta sovietico Nikolai Andrianov a vincere il maggior numero di allori a Montreal 76: ben sette (quattro ori, due argenti e un bronzo).

Nei sollevamenti pesi scoppiarono diversi casi di doping. Protagonisti principali: atleti dell'Europa Orientale.

Il diciassettenne nuotatore sovietico Sergei Nemantsov sparì all'improvviso dal Villaggio Olimpico. E' una storia dai risvolti tuttora poco chiari. Si vocifera che si fosse volatilizzato per andare ad accasarsi presso una milionaria statunitense...

Durante la cerimonia di chiusura, lo studente Michel LeDuc invase lo stadio in perfetto costume adamitico, finché non fu trascinato via dalla polizia. Questo è uno dei primi (e più strepitanti) casi di "streakeraggio".


Mosca 1980

L'Italia, insieme ad alcune altre delegazioni, si rifiutò di sfilare con la propria bandiera durante la cerimonia d'apertura a Mosca, facendo sfoggio invece di quella del Comitato Olimpico Internazionale. La "protesta" si ripeté anche durante le premiazioni.

La DDR (Germania Orientale) dominò nel nuoto vincendo 26 delle 35 medaglie in palio (!).

La favola dello Zimbabwe
Ormai fuori dalle Olimpiadi, ripescate e vincitrici a sorpresa: la favola della nazionale femminile di hockey su prato dello Zimbabwe, vincitrice dell'oro a Mosca nel 1980, ha molti punti in comune con quella della Danimarca che vinse il titolo europeo di calcio del 1992.
Ben cinque nazioni su sei, di quelle qualificatesi sul campo, erano rimaste escluse dai giochi moscoviti a causa del boicottaggio ordinato da Jimmy Carter.
Lo Zimbabwe, quando ancora si chiamava Rhodesia, era stato squalificato dai Giochi per non aver permesso agli atleti di colore di giocare in nazionale.
Contattate solo cinque settimane prima dal Cio, le sue atlete furono selezionate pochissimi giorni prima dell'inizio dei Giochi.
Il 31 luglio 1980, battendo in finale l'Austria per 4-1, lo Zimbabwe conquistava il suo primo oro della storia.
Constatazione triste: tra le hockeiste africane non vi erano atlete di colore...


Los Angeles 1984

Ad accendere la fiaccola olimpica dello stadio di Los Angeles fu Gina Memphill, nipote del leggendario Jesse Owens.

Il caldo è spesso uno svantaggio nello sport: molti dei partecipanti alla maratona si ritirarono per tema di essere vittime di un colpo di sole.



Seul 1988

Imbrogli coreani
Roy Jones Jr, campione mondiale di pugilato in 4 categorie di peso differenti, nel 1988 si ritrovò al centro di uno dei più grandi imbrogli nella storia dello sport. Arrivò infatti in finale contro un certo Park Hi Son e lo distrusse per 4 riprese... ma i giudici, totalmente corrotti, fecero finta di aver visto un altro incontro e lo fecero perdere ai punti.

Greg Louganis, uno dei tuffatori più titolati di tutti i tempi, bissa il grandioso successo personale di quattro anni prima. I due ori del tuffo dalla piattaforma e dal trampolino sono di nuovo suoi, malgrado in uno dei suoi salti l'americano sbatta violentemente la testa contro il trampolino, procurandosi una ferita alla nuca che deve essere ricucita con quattro punti di sutura.


Barcellona 1992

Il Sudafrica participa alle Olimpiadi dopo 36 anni di assenza.

Vittoria statunitense nel torneo di pallacanestro, ma Michael Johnson, stella indiscussa del "Dream Team", non si presenta alla cerimonia di premiazione. Il suo sponsor personale è Nike, mentre l'americano NOK (National Olympic Commitee) è sponsorizzato da Reebock... e dunque dalla concorrenza.


Atlanta 1996

Ad accendere il braciere olimpico è il grande Muhammad Alì (alias Cassius Clay), nonostante soffra del morbo di Parkinson.

Sandaletti di gomma
Sei atleti delle Isole Comore corsero ad Atlanta la mezzofondo con dei sandaletti di gomma, non avendo sufficienti fondi per l'acquisto di scarpe da corsa. Se ne accorse un volontario che, cercando nel magazzino degli attrezzi, riuscì a recuperare sei paia di scarpe chiodate.


Sydney 2000

Giochi e sesso
Durante le Olimpiadi di Sydney, una ditta produttrice di profilattici ne regalò 11.000 ad atleti e allenatori di sesso maschile. Nonostante ciò, a tre giorni dalla fine, gli atleti fecero richiesta di un'ulteriore "donazione" di 20.000 profilattici.


Paolo 'Grillo' Bettini (ciclismo, corsa individuale in linea) Atene 2004 - I nostri 10 ORI  Aldo Montano (scherma, sciabola individuale)
Giovanna Trillini (arg.) e Valentina Vezzali (oro) (scherma, fioretto individuale)  Marco Galiazzo (tiro con l'arco, individuale)   Ivano Brugnetti (atletica, marcia 20 km)
Simone Vanni, Salvatore Sanzo e Andrea Cassarà (scherma, fioretto maschile a squadre)  Andrea Benelli (tiro a volo, skeet)   Igor Cassina (ginnastica, sbarra)  Setterosa (pallanuoto femminile)
                                                                          Stefano Baldini (maratona)

Calcio
E' sicuramente un record, almeno nei tornei olimpici. Durante la partita tra Tunisia e Serbia-Montenegro ad Atene 2004, l'arbitro, il signor Charles Ariiotima di Tahiti, ha fatto ripetere un rigore per ben cinque volte. Solo il sesto tentativo, che ha visto il tunisino Mohamed Jedidi insaccare dal dischetto, è stato ritenuto valido dall'Imparziale. Per la cronaca: il match è finito 3-2 per i nordafricani. Entrambe le nazionali non si sono qualificate per il turno successivo.


Josefa Idem. Favolosa Josefa! La Idem (42 anni) si è qualificata per la settima Olimpiade della sua vita.


      "Boykott Pekin"
      Nel 2001 il Comitato Olimpico Internazionale decide di scegliere Pechino quale città ospitante i Giochi Olimpici del 2008. La Commissione cinese inaugura il suo sito web www.beijing-olympic.org.cn per promuovere l’immagine della capitale cinese e fornire in anticipo informazioni riguardo alla sua candidatura.

      Prontamente, l'associazione "Reporter senza frontiere" lancia un appello: I giornalisti boicottino le Olimpiadi di Pechino. Tre le condizioni poste al governo cinese per la revoca del boicottaggio: la liberazione dei prigionieri politici, l'apertura di negoziati con il Dalai Lama e la fine della censura (che comprende, tra l'altro, il blocco di molti siti telematici). Con un comunicato diffuso a Parigi e su Internet nel sito "boycottpekin2008.org", l'associazione invita gli internauti a firmare una petizione e a partecipare a un forum di discussione.


PELLEGRINI ORO!

Federica trionfa nei 200 stile libero stabilendo il nuovo record mondiale. E' il 4° oro per l'Italia alle Olimpiadi di Pechino.
In tutto gli Azzurri conquistano in Cina 28 titoli: 8 medaglie d'oro, 10 d'argento e 10 di bronzo.

A LONDRA LE OLIMPIADI DEL 2012
Sarà Londra, che ha battuto al fotofinish la favorita Parigi, la città destinata ad ospitare le Olimpiadi estive del 2012. La decisione è stata presa dal Comitato Olimpico Internazionale al termine di una cerimonia durata quasi undici ore. Nelle votazioni progressive, le prime città-pretendenti a essere eliminate sono state Mosca e New York. Poi, nell’ordine, è stato il turno di Madrid e infine quello di Parigi.


                                             Il Grande Toro