OLIMPIADI -
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Finalmente presentato lo stadio che ospiterà le cerimonie d'apertura e chiusura dei prossimi Giochi Olimpici di Pechino 2008.

...E intanto la fiaccola è arrivata in Asia. Dalai Lama: "Il boicottaggio non dipende da me".
Atene 1896 Nella maratona delle prime Olimpiadi moderne (le uniche disputatesi nel secolo XIX), il greco Spyridon Louis vinse approfittando delle defiances del francese Albin Lermusiaux (che al 20° Km. conduceva) e dell'australiano Flack (in testa fino a poco prima dell'arrivo). Lermusiax e Flack, assetati, avevano pensato di bere esclusivamente alcoolici... I greci ottennero in quella gara il primo e il secondo posto. Mancarono di fare la tripletta perché il loro compagno terzo classificato, Spyridon Belokas, era stato visto percorrere un buon tratto in carrozza. Curiosamente, a queste prime Olimpiadi non si distribuirono medaglie d'oro. I vincitori di ogni competizione ricevettero una medaglia d'argento e una corona di rami d'ulivo, mentre i secondi classificati ebbero come premio una medaglia di bronzo insieme a una corona d'alloro.
Ancora la maratona. Il francese Michel Théato tagliò il traguardo per primo approfittando delle sue conoscenze della topografia di Parigi. I suoi avversari erano infatti costretti a chiedere spesso la strada e gli spettatori meno sportivi li mandavano a correre fuori del percorso. L'americano Arthur Newton, arrivato con oltre un'ora di ritardo sul vincitore, alzò le mani al cielo credendosi primo. Quando apprese la verità, accusò i suoi concorrenti di essersi serviti di biciclette... Al primo torneo di calcio olimpico parteciparono tre selezioni: quelle di Gran Bretagna, Francia e Belgio. Sempre a Parigi, il francese Marcel Depaillé realizzò un record singolare che forse mai sarà eguagliato: conquistò la medaglia d'oro nel canottaggio - in qualità di timoniere - a soli sette anni!
Gli Stati Uniti si accaparrarono l'84 % delle medaglie in palio - record olimpico sicuramente insuperabile. La maratona fu vinta da Fred Lorz (USA), al quale però non fu dato l'alloro perché si era scoperto che l'atleta aveva percorso una buona metà del tracciato in automobile. Lorz affermò che aveva inteso scherzare, ma fu uno "scherzo" che gli procurò la squalifica a vita. Un altro statunitense, George
Lyon, vincitore dell'oro
nel golf, tra un tiro e l'altro faceva flessioni
sulle braccia; a quanto pare, quegli esercizi
servivano a rilassarlo. I suoi avversari lo
accusarono di volere invece far perdere loro la
concentrazione. Più che dalle flessioni, si
sentivano infastiditi dalle canzoni che Lyon
cantava e dalle barzellette che raccontava in continuazione...
Alla premazione, Lyon si presentò camminando
allegramente sulle mani. All'ungherese Zólthan Halmay toccò di vincere per due volte la gara dei 50 yards di nuoto stile libero prima di aggiudicarsi la medaglia. Nella prima prova, Halmay era terminato davanti a J. Scott Leary (USA), ma inspiegabilmente i giudici assegnarono la vittoria all'americano, cosa che fece scoppiare violente polemiche. Dunque si "riparò" facendo ridisputare la finale ai soli due nuotatori. Stavolta la vittoria di Halmay fu indiscutibile: si impose con oltre 6 secondi di vantaggio sull' avversario...
Fu la prima Olimpiade in cui i vincitori delle singole competizioni ricevettero la medaglia d'oro, i secondi arrivati quella d'argento e i terzi quella di bronzo. Per dimostrare la sua superiorità tecnica, lo specialista di corsa ad ostacoli Forrest Custer Smithson gareggiò con una Bibbia stretta nella mano sinistra. E, malgrado il peso supplementare, vinse l'oro. La finale dei 400 metri piani venne disputata da tre statunitensi e dal britannico Wyndham Halswelle. Vinse John Carpenter (USA), ma dopo la corsa il britannico si lamentò che gli americani non lo avevano lasciato correre. Gli organizzatori allora decisero di squalificare gli statunitensi e la finale si ripeté: Wyndham Halswelle stavolta corse tutto da solo... Alle stesse Olimpiadi, il nostro maratoneta Dorando Pietri entrò per
primo nello stadio per percorrere l'ultimo mezzo
miglio della corsa. Era sfinito: cadeva, si
rialzava, tornava a cadere... il tutto in un
tripudio di voci e bandiere. Jack Andrew, che
aveva organizzato quell'edizione della maratona,
lo aiutò negli ultimissimi metri (Pietri
sembrava non sapere più dove dirigersi)... e,
poco dopo, lo stesso Andrew accolse il reclamo
dello statunitense Hayes
- arrivato secondo - e squalificò il nostro
campione. Motivo: "Ha accettato di essere
aiutato". Nel "salto in lungo da fermo" vinse l'americano Ray Ewry. Per la sua straordinaria flessibilità, Ewry era soprannominato l'"Uomo di Gomma". Eppure, all'età di cinque anni gli era stata riscontrata una forma di paralisi che sembrava doverlo costringere per tutta la vita su una sedia a rotelle. Ewry non volle mai rassegnarsi e si allenò senza sosta. Grazie al training autogeno, recuperò parte delle funzioni dei muscoli delle gambe, e la medaglia d'oro conquistata a Londra fu il giusto premio per tanta fatica. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, un atleta di colore vinse la medaglia d'oro. Fu John Taylor, componente del team USA della staffetta 4 x 400.
Fa la sua comparsa alle Olimpiadi il cronometro: un'importante conquista tecnologica. A Stoccolma si tenne la corsa di ciclismo su strada più lunga in assoluto. La vinse il sudafricano Rudolph Lewis, che percorse i 320 chilometri del tracciato in 10 ore e 42 minuti. In un esagerato atto di censura, gli svedesi vietarono le gare di pugilato, non considerando la boxe come uno sport vero bensì come attività violenta. Il portoghese Francisco Lazzaro, mentre partecipava alla corsa della maratona, morì stroncato da un collasso cardiaco. L'incontro di lotta greco-romana tra l'estone Klein e il finlandese Asikainen venne interrotto
dopo ben dieci ore (allora non c'era una regola
che poneva limiti di tempo). Nessuno dei due fu
decretato vincitore. Nel calcio, la nazionale russa venne travolta
dalla Germania col punteggio di 0-16. La stessa
delegazione russa si rifiutò sulle prime di
prendere i calciatori a bordo del piroscafo che
avrebbe dovuto riportarli in patria. Quando il
generale fa cilecca Una maratona lunga 55 anni
Per la prima volta fece capolino la bandiera olimpica, "inventata" dal Barone de Coubertin nel 1913. La finale del torneo calcistico fu alquanto caotica. Fu giocata tra Belgio e Repubblica Céca. La nazionale belga conduceva per 2-0 quando i céchi abbandonarono il terreno di gioco, protestando per i troppi falli subiti non fischiati dall'arbitro. Rinverdendo bibliche storie di fratellanza, gli italiani Nedo e Aldo Nadi disputarono tra di loro la finale di scherma. Fu Nedo a vincere. Qualche tempo dopo le Olimpiadi, suo fratello Aldo ottenne lavoro negli Stati Uniti: divenne istruttore di scherma per le stelle del cinema. Nel nuoto, la finale dei 100 metri fu disputata due volte a causa delle proteste di uno dei partecipanti. Nella ripetizione, fu lo statunitense Duke Paoa Kahanamoku ad aggiudicarsi l'oro. Quando il
raccattapalle non ne può più L'alcool
fa bene
Strana decisione nel torneo di boxe: lo statunitense Joe Lazarus batté per K.O. lo svedese Oscar Andren ma i giudici di gara lo dichiararono perdente. Forse perché troppo... violento?
Il Brasile inviò a Los Angeles i suoi atleti insieme a un carico di caffè. Non perché lo consumassero, ma per cercare di venderlo e finanziare così la costosa trasferta. Nel calcio, fu una nazionale del Sudamerica a vincere e incantare il pubblico: l'Uruguay. Fu la nascita della cosiddetta "Celeste Olímpica". Uno dei giocatori della selezione uruguaiana segnò un goal direttamente da calcio d'angolo; da allora, quel tipo di realizzazione viene chiamato nei Paesi sudamericani "gol olímpico". Il nuotatore americano Johnny Weissmuller fu la figura più di spicco di queste Olimpiadi, aggiudicandosi tre ori. Più tardi il baldo giovanotto avrebbe fatto fortuna nel cinema, interpretando il personaggio di Tarzan.
Per la prima volta vennero utilizzate delle colombe bianche in una cerimonia d'apertura dei Giochi. In quegli anni di forte instabilità politica, gli organizzatori volevano così porre l'accento sul significato di pace insito alle Olimpiadi. Il giapponese Mikio Oda fu il primo asiatico a vincere un oro olimpico nella disciplina del salto triplo. Per la prima volta, le donne poterono partecipare alle competizioni dell'atletica leggera. E subito si mise in luce una statunitense: Elizabeth Robinson, che trionfò nei 100 metri piani con il tempo di 12"02. La gara dell'australiano Henry Pearce, vincitore del canottaggio singolo, sarebbe passata agli annali dei Giochi Olimpici come "la gara delle anatre". Accadde che una famiglia di questi uccelli si ponesse sulla scia della sua imbarcazione e Pearce, stranamente, ebbe tutto il tempo di diminuire il ritmo delle vogate per lasciarli passare... La triste fine di un olimpionico Poiché negli Stati Uniti si era in piena Proibizione, gli organizzatori di questi Giochi si videro costretti a rilasciare un'autorizzazione speciale a francesi, ungheresi e italiani perché potessero bere vino, "loro indiscutibile bevanda prediletta". Fu vietato al leggendario atleta finlandese Paavo Nurmi di prendere parte a questa edizione delle Olimpiadi. Nurmi era in odore di aver accettato del denaro in cambio della sua partecipazione ad alcune competizioni in Germania. Nel nuoto dominarono largamente i giapponesi, vincendo 11 medaglie di cui 5 d'oro.
Per via di un errore nel conto dei giri già compiuti, i partecipanti alla corsa dei 3.000 metri furono costretti a percorrere una volta di più la pista dello stadio. La musica delle Olimpiadi di Berlino '36 fu composta nientedimeno che dal compositore Richard Strauss. Per la prima volta (e anche per fare onore al compositore), i Giochi furono trasmessi via tivù. Peccato che allora solo pochissimi possedevano un apparecchio televisivo... L'unico sport in cui i tedeschi dominarono fu la ginnastica, con Konrad Frey che ne vinse sei.
Jesse Owens fu il vero protagonista di queste Olimpiadi; e, quindi, anche dell'opera filmica di Leni Riefenstahl Die Götter des Stadions ("Dei dello stadio"). I bonzi nazisti avevano commissionato alla regista il documentario, che avrebbe dovuto esaltare le qualità della razza ariana.
"Lampo
d'ebano" Nell'ippica tre cavalli si azzopparono e dovettero essere "finiti". Le cronache non ci riferiscono se vennero usate delle Luger. L'atleta polacca Stella
Walasiesicz vinse l'argento nei
100 metri piani femminili. Quando morì, nel
1980, si scoprì che non era affatto una donna,
bensì un uomo. La partita dei quarti di finale di calcio Austria-Perù sembrava non dovesse finire mai. Così almeno pensarono i tifosi peruviani, che invasero il terreno di gioco mentre la loro squadra era in vantaggio. Quando l'arbitro fece riprendere l'incontro (il tempo in effetti non era ancora scaduto), i giocatori peruviani si rifiutarono di continuare a giocare, autodichiarandosi vincitori... (Illusi!) La statunitense Marjorie Gestring vinse la prova dei tuffi (salto dal trampolino) all'età di appena 13 anni. E' il record per quel che riguarda le discipline individuali. Per la prima volta parteciparono ai Giochi Paesi come la Giamaica, il Libano e la Corea. Il falso Dorando La ginnastica maschile fu dominata da Svizzera (quattro ori) e Finlandia (tre).
A
guardarlo non si direbbe...
Le gare di ippica si tennero in Svezia e non in Australia: gli organizzatori temevano che i cavalli "d'oltremare" potessero essere portatori di qualche malattia contaggiosa. Islanda: a
volte ritornano
Quelli di Roma furono i primi Giochi a essere trasmessi in mondovisione. Sempre per la prima volta, la maratona non comincia né si conclude allo Stadio Olimpico. La partenza fu nei pressi del Campidoglio, con l'arrivo posto sotto l’Arco di Costantino. I dodici chilometri finali furono corsi sul tanto suggestivo quanto duro lastricato della via Appia Antica. Il pugile statunitense Cassius Marcellus Clay si aggiudica l'oro nella categoria pesi massimi. Più tardi si convertirà all'islamismo e si farà chiamare "Muhammad Ali".
I travestiti ci riprovano In tutte le discipline di nuoto si registrarono nuovi record olimpici. Nella ginnastica dominò il sovietico Boris Shakhlin con sette medaglie, di cui quattro d'oro.La nota tragica di questa Olimpiade è quella del ciclista danese Knut Jensen, che subì un fatale attacco cardiaco durante la corsa.
Espressamente per le Olimpiadi, i giapponesi costruirono un computer capace di registrare i tempi e i risultati ottenuti dagli atleti e di poterli mostrare su grandi tabelloni. Una conquista tecnologica rivoluzionaria per quell'epoca! La fiamma olimpica venne accesa da Ioshinori Sakai. Sakai, uno studente universitario, era nato a Hiroshima esattamente nel momento in cui la bomba atomica devastava la città. Per via delle solite questioni di politica internazionale, alle Olimpiadi di Tokio non presero parte il Sudafrica, l'Indonesia e la Corea del Nord.
La messicana Norma Enriqueta Basilio fu la prima donna ad avere l'onore di accendere il braciere olimpico.
L'India perde (per la prima volta dal 1928) l'oro nell'hockey su prato. A vincerlo è il suo storico rivale, il Pakistan. Todt, il
nemico degli animali
La città di Monaco di Baviera fu completamente rimodellata e abbellita per ospitare questa edizione dei Giochi Olimpici, che videro per la prima volta una "mascotte" che li simboleggiava: il cagnolino "Waldi". I giapponesi fecero man bassa di ori nella ginnastica maschile (5). La nuotatrice australiana Shane Gould participò a 12 prove vincendo tre ori, un argento e un bronzo. Ma il vero eroe fu l'americano Mark Spitz: allora, come ora, il nuotatore più forte di tutti i tempi, con i suoi sette ori, conditi da altrettanti record del mondo: 100 e 200 farfalla, 100 e 200 stile libero, 4x100 stile libero e mista, 4x200 stile libero. Per la prima volta nella storia olimpica, gli americani persero la finale di basket, che l'URSS vinse di misura per 51-50. Durante l'intera partita, i giocatori stelle-e-strisce si lamentarono per l'arbitraggio... Ma questa Olimpiade verrà sempre ricordata purtroppo come quella del drammatico sequestro di atleti israeliani. Il 5 e 6 settembre, un commando palestinese autodenominatosi "Settembre Nero" entrò nell'Olympischen Dorf (Villaggio Olimpico) e prese in ostaggio alcuni atleti israeliani da scambiare con prigionieri politici. La polizia tedesca reagì in maniera drastica: nella sparatoria all'aeroporto di Monaco morirono 11 israeliani, 2 agenti tedeschi e 4 fedayn palestinesi.
Fu il ginnasta sovietico Nikolai Andrianov a vincere il maggior numero di allori a Montreal 76: ben sette (quattro ori, due argenti e un bronzo). Nei sollevamenti pesi scoppiarono diversi casi di doping. Protagonisti principali: atleti dell'Europa Orientale. Il diciassettenne nuotatore sovietico Sergei Nemantsov sparì all'improvviso dal Villaggio Olimpico. E' una storia dai risvolti tuttora poco chiari. Si vocifera che si fosse volatilizzato per andare ad accasarsi presso una milionaria statunitense... Durante la cerimonia di chiusura, lo studente Michel LeDuc invase lo stadio in perfetto costume adamitico, finché non fu trascinato via dalla polizia. Questo è uno dei primi (e più strepitanti) casi di "streakeraggio".
L'Italia, insieme ad alcune altre delegazioni, si rifiutò di sfilare con la propria bandiera durante la cerimonia d'apertura a Mosca, facendo sfoggio invece di quella del Comitato Olimpico Internazionale. La "protesta" si ripeté anche durante le premiazioni. La DDR (Germania Orientale) dominò nel nuoto vincendo 26 delle 35 medaglie in palio (!). La favola
dello Zimbabwe Los Angeles 1984 Ad accendere la fiaccola olimpica dello stadio di Los Angeles fu Gina Memphill, nipote del leggendario Jesse Owens. Il caldo è spesso uno svantaggio nello sport: molti dei partecipanti alla maratona si ritirarono per tema di essere vittime di un colpo di sole.
Imbrogli
coreani Greg Louganis, uno dei tuffatori più titolati di tutti i tempi, bissa il grandioso successo personale di quattro anni prima. I due ori del tuffo dalla piattaforma e dal trampolino sono di nuovo suoi, malgrado in uno dei suoi salti l'americano sbatta violentemente la testa contro il trampolino, procurandosi una ferita alla nuca che deve essere ricucita con quattro punti di sutura. Barcellona 1992 Il Sudafrica participa alle Olimpiadi dopo 36 anni di assenza. Vittoria statunitense nel torneo di pallacanestro, ma Michael Johnson, stella indiscussa del "Dream Team", non si presenta alla cerimonia di premiazione. Il suo sponsor personale è Nike, mentre l'americano NOK (National Olympic Commitee) è sponsorizzato da Reebock... e dunque dalla concorrenza.
Atlanta 1996 Ad accendere il braciere olimpico è il grande Muhammad Alì (alias Cassius Clay), nonostante soffra del morbo di Parkinson. Sandaletti di gomma
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