Il Palermo Calcio

 
 

Lo stadio

Eventi storici / I.

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Gli intramontabili

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Il rosa e il nero: i colori del dolce e dell'amaro. Un chiaro riferimento a risultati alternanti... e a disastrose gestioni societarie (non sono poche le radiazioni, dalla fondazione a qualche decennio fa). Ma poi arrivò... l'era Zamparini! Record societari a profusione, con le prime "uscite" europee (la storica rete numero uno in Coppa Uefa viene segnata da capitan Corini su punizione contro i ciprioti dell'Anorthosis) e il 5° posto in Serie A nella stagione 2006-07.

I rosanero "Best of all times"

La rosa 2006/07
La rosa 2007/08

Indescrivibile entusiasmo alla Favorita!
'Dopo 31 anni di attesa...'


Dal Giornale di Sicilia, 30 maggio 2004


"L'ultima partita in serie A è del 20 maggio 1973. Si giocava a Terni, l'incontro finì a reti bianche. Il campionato lo vinse la Juventus, allenato da un vecchio idolo dei tifosi palermitani, Cestmir Vicpaleck. I rosanero vinsero in tutto quattro partite, totalizzarono appena diciassette punti, si classificarono al quindicesimo posto e finirono in B. Presidente era Renzo Barbera, allenatore Alvaro Biagini, che aveva sostituito Pinardi. La squadra era debole, il giocatore forse più rappresentativo era Erminio Favalli. Da allora sono passati 31 anni (...) Ora, con due goal di Toni e uno di Emanuele Filippini [Palermo-Triestina 3-1], la squadra è tornata nell'Olimpo."

LA FAVORITA


1932: viene costruito lo stadio della Favorita (nome del Parco in cui sorge), che però fino al 1954 si chiamerà del Littorio.

Prima di allora, il Palermo giocava in un acquitrinio ("'u Pantanu") adiacente al carcere dell'Ucciardone, e poi al Ranchibile. Oggi lo Stadio Comunale, o della Favorita, è intitolato a Renzo Barbera, il leggendario presidente che si è spento nel 2002.

... e la squadra intanto ha riconquistato la A...

L'ha riconquistata grazie all'eccezionale pattuglia guidata prima da Silvio Baldini e poi da Francesco Guidolin:
Corini, Toni, i gemelli Filippini, Berti, Biava, Grosso, Conteh, Accardi, Ferri, Di Donato, Mutarelli, Vasari, Gasbarroni, Masiello, Jeda, Pepe, Nastase, Santoni, Soligo, Terlizzi, Zauli, Atzori... tutti meritano un ricordo e tanta riconoscenza.



La Favorita è stata teatro di tanti episodi indubbiamente importanti per la storia del calcio. Protagonista è sempre lei, la squadra in rosanero, il Palermo. Sempre attorniata da un pubblico fedelissimo, a volte forse un po' troppo scatenato ma al quale comunque bisogna riconoscere il gran cuore. Due accaniti tifosi, in particolare, sono entrati nella leggenda palermitana: Vicè u pazzu & Pinuzzu u tasciu... ("Vincenzo il pazzo" e "Pinuzzo lo scialbo").

Il fatto che ora alla Favorita ci va a giocare pure la Nazionale, poi, rende giustizia a una regione e a una città che si meriterebbero (non solo nello sport) molto ma molto di più.



 

 

 

 

 

EVENTI STORICI / II.



COPPA ITALIA 1973/74 (Allenatore: Viciani)

All'Olimpico di Roma, davanti a circa 15.000 suoi sostenitori, il Palermo sogna e fa sognare: potrebbe conquistare la Coppa Italia. E' la prima volta che una squadra di B si trova nella situazione di poter vincere un torneo così importante. L'intera nazione si aspetta che i rossoblù dominino la partita, e invece è il Palermo a impartire lezioni di calcio. Non solo passa in vantaggio con Magistrelli, ma sciupa pure tante occasioni, non riuscendo a chiudere il match. Il sogno sembra già quasi realtà. Poi, l'incredibile: a tempo ormai scaduto, l'arbitro Gonella concede un rigore al Bologna per presunto fallo in area di Ignazio Arcoleo su Bulgarelli. Savoldi dagli 11 metri non sbaglia, e pareggia i conti: 1-1. Si va ai supplementari e il risultato non cambia. Quindi: calci di rigori. Tira Bulgarelli e... sbaglia. "Stranamente" (ma forse no), Gonella fa ripetere. Stavolta il portabandiera dei felsinei insacca la palla alle spalle di Girardi. Poi, gli errori dal dischetto di Vullo e Favalli, e il sogno dei palermitani sfuma.

Bologna - Palermo 5-4 (dopo i calci di rigore)
Marcatori : 32' Magistrelli, 92' Savoldi (rig.)
Arbitro : Gonella
Bologna : Buso, Roversi, Rimbano, Battisodo, Cresci, Gregori, Ghetti, Bulgarelli, Savoldi, Vieri, Landini
Palermo : Girardi, Zanin, Cerantola, Arcoleo, Pighin, Barlassina, Favalli, Ballabio, Magistrelli, Vanello, La Rosa

Dopo la partita, Renzo Barbera (il "presidentissimo", "l'ultimo dei Gattopardo", "il più presidente di tutti") fu il primo a stringere la mano ai giocatori del Bologna, pur se avevano "rubato" la Coppa Italia.

Corrado Viciani, l'allenatore, fu il profeta del gioco corto. Le sue squadre (ricordiamo la meravigliosa Ternana) esprimevano un calcio moderno che ha fatto scuola.

Sotto Viciani, "fiorì" l'attaccante La Rosa (15 reti nel campionato cadetto 1973/74). E pochi anni dopo, sotto la guida di Veneranda (altro grande allenatore), si mise in luce Vito Chimenti, l'attaccante della "bicicletta" (16 reti in B nel 1977/78, nonostante un fisico che lo faceva assomigliare a tutto tranne che a un giocatore di calcio).



COPPA ITALIA 1978/79 (Allenatore: Veneranda)

Il Palermo (squadra di Serie B!) si trova a dover affrontare nella finale di Coppa la grande Juventus di Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Causio, Tardelli, Virdis, Bettega, Boninsegna...
Stavolta si gioca al San Paolo di Napoli. Presenti, tra gli spettatori, circa ventimila tifosi rosanero. Il Palermo va in vantaggio già al 1' con il suo bomber Chimenti, che però, per via di un misterioso "infortunio", non giocherà nel secondo tempo (un caso che farà discutere a lungo stampa e tifosi e che logorerà i rapporti tra il centravanti e la società). Purtroppo all'83simo minuto lo juventino Brio pareggia. E nei tempi supplementari, a tre minuti dal fischio finale, Causio (un ex!) sigla la rete del 2-1 dopo una serpentina che beffa Frison. La Coppa è dei bianconeri. Ancora una volta il Palermo è travolto dalla sfortuna, ma ha dalla sua gli onori della cronaca.

EVENTI STORICI / I.



SERIE A 1934/35
Il Palermo è 7° nella massima serie (miglior piazzamento fino al 2004/05 []; ma si piazzerà addirittura nella "stagione di calciopoli" 2005/06).

Formazione-tipo: Provera, Faotto, Ziroli, Gruden, Santillo, Capitanio, Castellani, Bonesini, Palumbo, De Manzano, Piccaluga.


Dal 1949 al 1954: sei anni consecutivi in Serie A (record mai più eguagliato). La massima serie era stata raggiunta grazie anche alle prodezze di un centrocampista praghese dal nome Cestmir ("Cesto") Vicpalek. (Primo straniero ad aver vestito la fascia da capitano in Serie A.)
Nei gloriosi sei anni si misero in luce giocatori del calibro di Helge Bronèe (danese), Gulesin Sukru (da Istanbul), Foglia, De Grandi, Pavesi...
Da segnalare: una storica rimonta contro il leggendario Torino di Gabetto e Mazzola che, in vantaggio per 2 a 0, fu raggiunto grazie a due goal del centravanti Pavesi e del difensore Milani.


Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la Favorita impazzisce per le imprese di campioni come Anzolin (portiere, poi alla Juventus), Mattrel (altro grande portiere), Burgnich (roccioso libero che passerà all'Inter), l'argentino Ghito Vernazza (prestigiosa ala destra: 115 presenze, 62 marcature; tre goal segnati al Como in sette minuti e una rete da metà campo)...


SERIE A 1961/62
Bellissimo 8° posto con 35 punti (13 v,9 n,12 p; 30 gf, 35 gs).

Formazione-tipo: Mattrel, Burgnich, Calvani, Prato, Benedetti, Sereni, DeRobertis, Malavasi, Borjesson, Fernando, Maestri.



SERIE B 1967/1968 (Allenatore: Di Bella)
Per la terza volta nella sua storia il Palermo vince il campionato cadetto. Era già successo nella stagione 1931/1932 e nel 1947/1948.

Nel 1967/68 il campionato di B era composto da 21 squadre. I Rosanero ottennero 18 vittorie, 16 pareggi e 6 sconfitte, di cui una in casa contro il Lecco. Questa la formazione-tipo: Ferretti, Costantini, De Bellis, Lancini, Giubertoni ("la roccia"), Landri, Perrucconi, Bercellino II (detto "Torero Camomillo" o anche "pedi scimunitu" per la sua andatura dinoccolata e la "stravaganza" del suo piede sinistro), Benetti, Nova.

Mario Giubertoni e la magnifica ala destra Sandro Pellizzaro (quest'ultimo giocò in rosanero dal 1968 al 1971) passarono all'Inter. Pellizzaro chiuse la sua gloriosa carriera al Rimini e, dopo, si ritrovò a fare il camionista su e giù per l'Italia...

Bercellino (nome: Silvino) era chiamato "Torero Camomillo" perché sembrava dormire per lunghe frazioni e all'improvviso si "risvegliava" ed era un fenomeno. Rimase al Palermo sei stagioni, mettendo a segno 39 goal. Suo fratello era il mediano della Juventus e della Nazionale ma anche lui si sarebbe meritato la maglia azzurra.

La stagione 1968/69 (Serie A) vede tra le file del Palermo giocatori come Maggioni e Furino (sì, quello che vincerà 8 scudetti con la Juve!), nel 1969/70 (sempre in A) anche Causio ("il Barone"), nel 1970/71 Arcoleo e Vanello...


Negli annali del Palermo ci sono molti derby infuocati con il Catania (e, più di recente, anche con il Messina). Ma uno degli avversari storici dei Rosanero è senz'altro il Napoli.
L’ultima volta che il Napoli vinse alla Favorita in campionato, fu il 16 marzo 1969 (ventiduesima giornata di Serie A). La partita si concluse con il risultato di 2-3. Segnarono Barison per il Napoli, doppietta di Troja, poi Altafini su rigore e goal-vittoria di Micelli per i partenopei. Dopo la realizzazione dal dischetto, Altafini fece il "gesto dell'ombrello" ai tifosi palermitani che lo fischiavano sonoramente, e li fece inferocire di più. Alcune teste calde entrarono in campo e ci fu pure un fitto lancio di oggetti che colpì un guardalinee. La rabbia dei sostenitori rosanero fu tale che bloccarono la strada per gli spogliatoi e, al termine dell’incontro, l’arbitro Sbardella fu costretto a lasciare lo stadio... in elicottero!
Nei ricordi dei più anziani tifosi del Palermo, gli arbitri Sbardella e Gonella (vedi più avanti) sono associati come fautori di inesplicabili ingiustizie.
Per la cronaca: al Napoli venne assegnata la vittoria a tavolino (2-0) e la Favorita fu squalificata per due turni.


Bella come una poesia la formazione del 1970/71 (3° in Serie B ed ennesima promozione):
Girardi, Sgrazzuti, Pasetti, Arcoleo, Landini, Landri, Favalli, Vanello, Troja, Reja, Ferrari.


SERIE A 1969/1970 (Allenatore: Di Bella)
Una stagione che verrà ricordata sia per il primo - e unico - scudetto vinto dal Cagliari (Gigi Riva, Brugnera, Nenè, Niccolai, Cera, Domenghini, Poli, Gori... Allenatore: Manlio Scopigno) sia per il goal, proprio contro la compagine sarda, di Tanino Troja: sorprendente colpo di testa a pelo d'erba su cross di Pellizzaro nel campo della Favorita ridotto a pantano. Enrico Albertosi, portiere non solo del Cagliari ma anche della Nazionale, rimase esterrefatto. Quell'anno comunque il Palermo retrocedette, penultimo con 20 punti...

GLI INTRAMONTABILI

Tanino Troja

Palermitano purosangue. Centravanti che si era fatto le ossa nel Paternò. In rosanero dal 1964 al 1973. Subito ribattezzato "il reuccio di Resuttana". Eterni problemi di peso perché amante di specialità culinarie locali, quali il pane con le panelle (frittelle), le arancine, panini ca meusa (con la milza), frittola (frattaglie) e stigghiole (stigliole, ovvero budella di capretto). Nei ritiri precampionato, Troja era costretto a lunghe diete per ritrovare il suo peso-forma. Nei nove anni di militanza in maglia rosanero mise a segno - tra campionato e Coppa Italia - 44 reti, che non è poco. Si trasferì al Napoli e - racconta la storia - appartenne alla Juventus per un solo giorno!

Il team rosanero "Best of all times"


Uno degli artefici della promozione in A nel 1972 fu Sandro Vanello. Grande talento - cervello fine e piedi vellutati -, Vanello giocò 5 stagioni in maglia rosanero. Di buona famiglia (e per questo giocava non tanto per i soldi, quanto per il piacere di giocare), aveva la pecca di amare la bella vita. Niente di strano nell'èra dei campioni di genio e sregolatezza quali Gigi Meroni e George Best. Ma per le sue abitudini extracalcistiche Vanello non legò molto con gli allenatori di turno; proverbiali soprattutto le sue diatribe con Corrado Viciani.
Dopo l'avventura palermitana, Vanello fu chiamato dal Bologna (giusto dopo la finale di Coppa Italia tra i felsinei e i Rosanero) per sostituire nientedimeno che il grande Giampaolo Bulgarelli.


Erminio Favalli, autore di uno dei due rigori sbagliati nella finale di Coppa Italia contro il Bologna (il pallone si stampigliò sulla traversa), fu il portabandiera dei Rosanero per sei stagioni. Era stato il mister Ninetto De Grandi, nel 1971, a reclamare - e ottenere - di avere Favalli in rosa. Numero 7 eccezionale, ex Juventus ed ex Inter, Erminio Favalli aveva pure giocato nel Mantova di Herrera (1968/69) prima di approdare nel capoluogo siculo. Nei sei anni con i Rosanero, giocò praticamente in tutti i ruoli... tranne quello di portiere.
Del Palermo fu poi anche allenatore e dirigente sportivo (è stato lui lo "scopritore" di Montesano, Volpecina, De Stefanis e tanti altri talenti). E' lo zio del difensore ex-laziale Favalli.


Altri nomi indimenticabili: Tonino De Bellis, Franco Landri, Vito Chimenti (remembering le sue splendide "biciclette"), Giacomo La Rosa, Pellizzaro, Magistrelli, Girardi, Ferretti, Ferrari, Barlassina, Viganò, Cerantola e Ignazio Arcoleo (quest'ultimo figlio di pescatori di Mondello; suo è stato il primo goal in assoluto trasmesso dalla tv a colori).

Luca Toni,
Eugenio Corini, Amauri

I "Best of all times"


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