LA
FAVORITA
1932: viene costruito lo stadio della Favorita (nome del Parco
in cui sorge), che però fino al 1954 si
chiamerà del Littorio.
Prima di allora, il Palermo giocava in un
acquitrinio ("'u Pantanu")
adiacente al carcere dell'Ucciardone, e poi al
Ranchibile. Oggi lo Stadio Comunale, o della
Favorita, è intitolato a Renzo Barbera, il
leggendario presidente che si è spento nel 2002.
... e la squadra intanto ha riconquistato la A...
L'ha riconquistata grazie all'eccezionale pattuglia guidata prima da Silvio Baldini e poi da Francesco Guidolin: Corini, Toni, i gemelli Filippini, Berti, Biava, Grosso, Conteh, Accardi, Ferri, Di Donato, Mutarelli, Vasari, Gasbarroni, Masiello, Jeda, Pepe, Nastase, Santoni, Soligo, Terlizzi, Zauli, Atzori... tutti meritano un ricordo e tanta riconoscenza.
La Favorita è stata teatro di
tanti episodi indubbiamente importanti per la
storia del calcio. Protagonista è sempre lei, la
squadra in rosanero, il Palermo. Sempre
attorniata da un pubblico fedelissimo, a volte
forse un po' troppo scatenato ma al quale
comunque bisogna riconoscere il gran cuore. Due
accaniti tifosi, in particolare, sono entrati
nella leggenda palermitana: Vicè u pazzu &
Pinuzzu u tasciu... ("Vincenzo il
pazzo" e "Pinuzzo lo scialbo").
Il fatto che ora alla Favorita ci va a giocare
pure la Nazionale, poi, rende giustizia a una
regione e a una città che si meriterebbero (non
solo nello sport) molto ma molto di più.

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EVENTI STORICI / II.
COPPA ITALIA 1973/74 (Allenatore:
Viciani)
All'Olimpico di Roma, davanti a circa 15.000 suoi
sostenitori, il Palermo sogna e fa sognare:
potrebbe conquistare la Coppa Italia. E' la prima
volta che una squadra di B si trova nella
situazione di poter vincere un torneo così
importante. L'intera nazione si aspetta che i
rossoblù dominino la partita, e invece è il
Palermo a impartire lezioni di calcio. Non solo
passa in vantaggio con Magistrelli, ma sciupa
pure tante occasioni, non riuscendo a chiudere il
match. Il sogno sembra già quasi realtà. Poi,
l'incredibile: a tempo ormai scaduto, l'arbitro
Gonella concede un rigore al Bologna per presunto
fallo in area di Ignazio Arcoleo su Bulgarelli.
Savoldi dagli 11 metri non sbaglia, e pareggia i
conti: 1-1. Si va ai supplementari e il risultato
non cambia. Quindi: calci di rigori. Tira
Bulgarelli e... sbaglia. "Stranamente"
(ma forse no), Gonella fa ripetere. Stavolta il
portabandiera dei felsinei insacca la palla alle
spalle di Girardi. Poi, gli errori dal dischetto
di Vullo e Favalli, e il sogno dei palermitani
sfuma.
Bologna - Palermo 5-4 (dopo i
calci di rigore)
Marcatori : 32' Magistrelli, 92' Savoldi (rig.)
Arbitro : Gonella
Bologna : Buso, Roversi, Rimbano, Battisodo,
Cresci, Gregori, Ghetti, Bulgarelli, Savoldi,
Vieri, Landini
Palermo : Girardi, Zanin, Cerantola, Arcoleo,
Pighin, Barlassina, Favalli, Ballabio,
Magistrelli, Vanello, La Rosa
Dopo la partita, Renzo Barbera (il
"presidentissimo", "l'ultimo dei
Gattopardo", "il più presidente di
tutti") fu il primo a stringere la mano ai
giocatori del Bologna, pur se avevano
"rubato" la Coppa Italia.
Corrado Viciani, l'allenatore, fu il profeta del
gioco corto. Le sue squadre (ricordiamo la
meravigliosa Ternana) esprimevano un calcio
moderno che ha fatto scuola.
Sotto Viciani, "fiorì" l'attaccante La
Rosa (15 reti nel campionato cadetto 1973/74). E
pochi anni dopo, sotto la guida di Veneranda
(altro grande allenatore), si mise in luce Vito
Chimenti, l'attaccante della
"bicicletta" (16 reti in B nel 1977/78,
nonostante un fisico che lo faceva assomigliare a
tutto tranne che a un giocatore di calcio).
COPPA ITALIA 1978/79
(Allenatore: Veneranda)
Il Palermo (squadra di Serie B!) si trova a dover
affrontare nella finale di Coppa la grande
Juventus di Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea,
Causio, Tardelli, Virdis, Bettega, Boninsegna...
Stavolta si gioca al San Paolo di Napoli.
Presenti, tra gli spettatori, circa ventimila
tifosi rosanero. Il Palermo va in vantaggio già
al 1' con il suo bomber Chimenti, che però, per
via di un misterioso "infortunio", non
giocherà nel secondo tempo (un caso che farà
discutere a lungo stampa e tifosi e che logorerà
i rapporti tra il centravanti e la società).
Purtroppo all'83simo minuto lo juventino Brio
pareggia. E nei tempi supplementari, a tre minuti
dal fischio finale, Causio (un ex!) sigla la rete
del 2-1 dopo una serpentina che beffa Frison. La
Coppa è dei bianconeri. Ancora una volta il
Palermo è travolto dalla sfortuna, ma ha dalla
sua gli onori della cronaca.

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EVENTI STORICI / I.
SERIE A 1934/35
Il Palermo è 7° nella massima serie (miglior
piazzamento fino al 2004/05 [6°]; ma si piazzerà addirittura 5° nella "stagione di calciopoli" 2005/06).
Formazione-tipo: Provera,
Faotto, Ziroli, Gruden, Santillo, Capitanio,
Castellani, Bonesini, Palumbo, De Manzano,
Piccaluga.
Dal 1949 al 1954: sei anni
consecutivi in Serie A (record mai più
eguagliato). La massima serie era stata raggiunta
grazie anche alle prodezze di un centrocampista
praghese dal nome Cestmir ("Cesto")
Vicpalek. (Primo straniero ad aver vestito la
fascia da capitano in Serie A.)
Nei gloriosi sei anni si misero in luce giocatori
del calibro di Helge Bronèe (danese), Gulesin
Sukru (da Istanbul), Foglia, De Grandi, Pavesi...
Da segnalare: una storica rimonta contro il
leggendario Torino di Gabetto e Mazzola che, in
vantaggio per 2 a 0, fu raggiunto grazie a due
goal del centravanti Pavesi e del difensore
Milani.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta
la Favorita impazzisce per le imprese di campioni
come Anzolin (portiere, poi alla Juventus),
Mattrel (altro grande portiere), Burgnich
(roccioso libero che passerà all'Inter),
l'argentino Ghito Vernazza (prestigiosa ala
destra: 115 presenze, 62 marcature; tre goal
segnati al Como in sette minuti e una rete da
metà campo)...
SERIE A 1961/62
Bellissimo 8° posto con 35 punti (13 v,9 n,12 p;
30 gf, 35 gs).
Formazione-tipo: Mattrel, Burgnich, Calvani,
Prato, Benedetti, Sereni, DeRobertis, Malavasi,
Borjesson, Fernando, Maestri.
SERIE B 1967/1968 (Allenatore:
Di Bella)
Per la terza volta nella sua storia il Palermo
vince il campionato cadetto. Era già successo
nella stagione 1931/1932 e nel 1947/1948.
Nel 1967/68 il campionato di B era composto da 21
squadre. I Rosanero ottennero 18 vittorie, 16
pareggi e 6 sconfitte, di cui una in casa contro
il Lecco. Questa la formazione-tipo: Ferretti,
Costantini, De Bellis, Lancini, Giubertoni
("la roccia"), Landri, Perrucconi,
Bercellino II (detto "Torero Camomillo"
o anche "pedi scimunitu" per la sua
andatura dinoccolata e la "stravaganza" del suo piede sinistro), Benetti, Nova.
Mario Giubertoni e la magnifica ala destra Sandro
Pellizzaro (quest'ultimo giocò in rosanero dal
1968 al 1971) passarono all'Inter. Pellizzaro
chiuse la sua gloriosa carriera al Rimini e,
dopo, si ritrovò a fare il camionista su e giù
per l'Italia...
Bercellino (nome: Silvino) era chiamato
"Torero Camomillo" perché sembrava
dormire per lunghe frazioni e all'improvviso si
"risvegliava" ed era un fenomeno.
Rimase al Palermo sei stagioni, mettendo a segno
39 goal. Suo fratello era il mediano della
Juventus e della Nazionale ma anche lui si
sarebbe meritato la maglia azzurra.
La stagione 1968/69 (Serie A)
vede tra le file del Palermo giocatori come
Maggioni e Furino (sì, quello che vincerà 8
scudetti con la Juve!), nel 1969/70 (sempre in A)
anche Causio ("il Barone"), nel 1970/71
Arcoleo e Vanello...
Negli annali del Palermo ci sono molti derby
infuocati con il Catania (e, più di recente,
anche con il Messina). Ma uno degli avversari
storici dei Rosanero è senz'altro il Napoli.
Lultima volta che il Napoli vinse alla
Favorita in campionato, fu il 16 marzo 1969
(ventiduesima giornata di Serie A). La partita si
concluse con il risultato di 2-3. Segnarono
Barison per il Napoli, doppietta di Troja, poi
Altafini su rigore e goal-vittoria di Micelli per
i partenopei. Dopo la realizzazione dal
dischetto, Altafini fece il "gesto
dell'ombrello" ai tifosi palermitani che lo
fischiavano sonoramente, e li fece inferocire di
più. Alcune teste calde entrarono in campo e ci
fu pure un fitto lancio di oggetti che colpì un
guardalinee. La rabbia dei sostenitori rosanero
fu tale che bloccarono la strada per gli
spogliatoi e, al termine dellincontro,
larbitro Sbardella fu costretto a lasciare
lo stadio... in elicottero!
Nei ricordi dei più anziani tifosi del Palermo,
gli arbitri Sbardella e Gonella (vedi più
avanti) sono associati come fautori di
inesplicabili ingiustizie.
Per la cronaca: al Napoli venne assegnata la
vittoria a tavolino (2-0) e la Favorita fu
squalificata per due turni.
Bella come una poesia la formazione del 1970/71
(3° in Serie B ed ennesima promozione):
Girardi, Sgrazzuti, Pasetti, Arcoleo, Landini,
Landri, Favalli, Vanello, Troja, Reja, Ferrari.
SERIE A 1969/1970 (Allenatore:
Di Bella)
Una stagione che verrà ricordata sia per il
primo - e unico - scudetto vinto dal Cagliari
(Gigi Riva, Brugnera, Nenè, Niccolai, Cera,
Domenghini, Poli, Gori... Allenatore: Manlio
Scopigno) sia per il goal, proprio contro la
compagine sarda, di Tanino Troja: sorprendente
colpo di testa a pelo d'erba su cross di
Pellizzaro nel campo della Favorita ridotto a
pantano. Enrico Albertosi, portiere non solo del
Cagliari ma anche della Nazionale, rimase
esterrefatto. Quell'anno comunque il Palermo
retrocedette, penultimo con 20 punti...

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| GLI INTRAMONTABILI Tanino Troja
Palermitano purosangue. Centravanti che si era
fatto le ossa nel Paternò. In rosanero dal 1964
al 1973. Subito ribattezzato "il reuccio di
Resuttana". Eterni problemi di peso perché
amante di specialità culinarie locali, quali il pane
con le panelle (frittelle), le arancine,
panini ca meusa (con la milza), frittola
(frattaglie) e stigghiole (stigliole,
ovvero budella di capretto). Nei ritiri
precampionato, Troja era costretto a lunghe diete
per ritrovare il suo peso-forma. Nei nove anni di
militanza in maglia rosanero mise a segno - tra
campionato e Coppa Italia - 44 reti, che non è
poco. Si trasferì al Napoli e - racconta la
storia - appartenne alla Juventus per un solo
giorno! Il team rosanero "Best of all times"
Uno degli artefici della
promozione in A nel 1972 fu Sandro
Vanello. Grande talento - cervello fine
e piedi vellutati -, Vanello giocò 5 stagioni in
maglia rosanero. Di buona famiglia (e per questo
giocava non tanto per i soldi, quanto per il
piacere di giocare), aveva la pecca di amare la
bella vita. Niente di strano nell'èra dei
campioni di genio e sregolatezza quali Gigi
Meroni e George Best. Ma per le sue abitudini
extracalcistiche Vanello non legò molto con gli
allenatori di turno; proverbiali soprattutto le
sue diatribe con Corrado Viciani.
Dopo l'avventura palermitana, Vanello fu chiamato
dal Bologna (giusto dopo la finale di Coppa
Italia tra i felsinei e i Rosanero) per
sostituire nientedimeno che il grande Giampaolo
Bulgarelli.
Erminio Favalli,
autore di uno dei due rigori sbagliati nella
finale di Coppa Italia contro il Bologna (il
pallone si stampigliò sulla traversa), fu il
portabandiera dei Rosanero per sei stagioni. Era
stato il mister Ninetto De Grandi, nel 1971, a
reclamare - e ottenere - di avere Favalli in
rosa. Numero 7 eccezionale, ex Juventus ed ex
Inter, Erminio Favalli aveva pure giocato nel
Mantova di Herrera (1968/69) prima di approdare
nel capoluogo siculo. Nei sei anni con i
Rosanero, giocò praticamente in tutti i ruoli...
tranne quello di portiere.
Del Palermo fu poi anche allenatore e dirigente
sportivo (è stato lui lo "scopritore"
di Montesano, Volpecina, De Stefanis e tanti
altri talenti). E' lo zio del difensore ex-laziale Favalli.
Altri nomi indimenticabili: Tonino De
Bellis, Franco Landri, Vito Chimenti (remembering le sue splendide "biciclette"), Giacomo La Rosa, Pellizzaro, Magistrelli, Girardi, Ferretti, Ferrari, Barlassina, Viganò, Cerantola e Ignazio Arcoleo
(quest'ultimo figlio di pescatori di Mondello;
suo è stato il primo goal in assoluto trasmesso dalla tv a
colori).

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Luca Toni,
Eugenio Corini,
Amauri
I "Best of all times" |