IL "QUINTO BEATLE"?
UN ANIMALE A SETTE TESTE


Sono stati definiti a turno "Quinto Beatle" Stuart Sutcliffe, per la sua forte personalità e perché da lui dipese l'idea del look poi caratteristico; Pete Best, licenziato a un passo dalla fama; il manager Brian Epstein (ma non certo per la sua relazione omosessuale con Lennon!); il produttore George Martin, forse con più ragione che negli altri casi, dato il suo fondamentale apporto musicale; Yoko Ono (in senso negativo), perché negli ultimi anni divenne presenza fissa nella vita di John Lennon e, loro malgrado, degli altri tre; Billy Preston, grande tastierista che si aggiunse alla band per le registrazioni di "Let It Be" (uno dei pochissimi musicisti esterni, orchestrali esclusi, a suonare nei dischi dei Beatles). E, infine, George Best, l'asso del calcio.


Quinto Beatle / A

Stuart "Stu" Sutcliffe (nome completo: Stuart Fergusson Victor Sutcliffe, nato a Edimburgo, Scozia, il 23 giugno 1940; morto ad Amburgo, Germania, il 10 aprile 1962). Figlio di un marinaio scozzese stabilitosi a Liverpool dopo la guerra, "Stu" conobbe il coetaneo John Lennon alla scuola d'arte. Divenne il bassista dei Beatles e li accompagnò ad Amburgo, ma, quando il complesso nel 1961 tornò in Inghilterra, "Stu" Sutcliffe rimase nella città tedesca per continuare gli studi artistici e soprattutto per amore di Astrid Kirchherr, la fotografa e stilista che inventò le pettinature del gruppo e con la quale si era fidanzato. Nel 1962, un aneurisma cerebrale fu fatale al giovane, che spirò tra le braccia di Astrid.
Stuart era, insieme a Paul McCartney, il "beau" del gruppo, ma covava anche aspirazioni da intellettuale. Secondo alcuni, ebbe rapporti omosessuali con Lennon. Un suo quaderno venuto alla luce poco tempo fa contiene testi di canzoni inedite e diverse annotazioni diaristiche. Secondo la sorella Pauline, "da molte cose" si arguisce che fu proprio Lennon a provocare la morte di "Stu", colpendolo violentemente sulla testa durante una sciocca lite.


Quinto Beatle / B

Pete Best nacque il 24 novembre 1941 a Madras, India, come Randolph Peter Best. Quando si unì a John, Paul, George e "Stu" Sutcliffe, era ritenuto uno dei migliori batteristi (nonché musicisti) di Liverpool. I Beatles ottennero gran parte del loro successo iniziale grazie alla sua fama. Per ragioni rimaste tuttora oscure, fu licenziato da Lennon e McCartney (probabilmente sotto pressione di Brian Epstein) qualche settimana prima della messa sotto contratto da parte della Parlophone (agosto 1962) e il suo posto fu preso da Ringo Starr. Successivamente, pur non rimanendo mai del tutto fuori dalla scena musicale, Pete Best si impiegò in un ufficio pubblico a Liverpool, dove rimase fino alla pensione.
Recentemente, dopo la pubblicazione, da parte dei Beatles superstiti, di alcuni brani inediti che lo vedevano alla batteria, pare che Pete sia stato gratificato di un assegno dell'ordine del milione di sterline... Un'inezia, comunque, rispetto alla montagna di quattrini che avrebbe fatto se fosse rimasto nella band.
E' stato presente al Beatles Day a Brescia di qualche anno fa.
Un vero e proprio "monumento al rimpianto" è il suo sito ufficiale, dove lui, forse a ragione, si autodefinisce "the man who put the beat in Beatles".


Quinto Beatle / C

Brian Epstein (1934-1967), George Martin, Yoko Ono e Billy Preston non hanno certo bisogno di presentazioni, essendo noti a tutti gli appassionati di musica. Non ne avrebbe bisogno nemmeno l'altro Best, ovvero George, il celebre calciatore nordirlandese; senonché, si è appena spento il clamore per la sua morte (preannunciata!) e a Belfast si sono tenuti da poco i suoi funerali di Stato, e dunque ci sentiamo in dovere di unirci ai molti che gli hanno dedicato un epitaffio.

UN LEGGENDARIO NUMERO 7

George "Georgie" Best (Belfast, 22 maggio 1946 - Londra, 25 novembre 2005). Tra il 1963 e il 1975 giocò come attaccante del Manchester United indossando la maglia con il numero 7. Con i "Red Devils" disputò 466 partite ufficiali realizzando 178 reti. Per la nazionale del Nordirlanda giocò 37 volte segnando 9 goal. La sua capacità di dribblare negli spazi più stretti, liberandosi dell'avversario con colpi di tacco e finte di corpo, cementò la sua fama di abile giocoliere. Pelè lo definì "il migliore calciatore del mondo". Best fu tra le altre cose protagonista della finale della Coppa dei Campioni del '68, finale in cui il Manchester United si impose sul Benfica di Eusebio allo stadio di Wembley. In quell'anno fu anche capocannoniere del campionato inglese con 28 reti e vinse il titolo di migliore calciatore d'Europa. Nel 1970, in un match contro il Northampton valevole per la FA Cup E in cui i Red Devils trionfarono per 8-2, Best segnò ben sei reti.
"Georgie" fu il primo calciatore a divenire una vera e propria pop star; per il suo modo di vestirsi, di agire e di portare i capelli, fu soprannominato "il Quinto Beatle". Ma, dopo quel fantastico 1968, e dunque all'età di soli 22 anni, fu proprio la sua celebrità, insieme a uno stile di vita a dir poco sconsiderato per uno sportivo, a sancire l'inizio della fine.
Nel 1975 i dirigenti del Manchester United lo costrinsero a lasciare il club a causa del suo comportamento indisciplinato (arrivava agli allenamenti quasi sempre sbronzo). La sua carriera terminò nel 1983, dopo aver giocato, oltre che per il Manchester, per lo Stockport County, i Los Angeles Aztecs, Cork Celtic, Fulham, Fort Lauderdale Strikers, Hibernian, San José Earthquakes e Bournemouth.
Negli ultimi tempi faceva parlare di sé per via del suo alcolismo. Nel 2000 dovette sottomettersi a un trapianto di fegato e nel 2004 gli fu sequestrata la patente per aver guidato in stato di ubriachezza. La sua morte, avvenuta dopo lunga agonia, è stata causata da un "collasso generale di tutti gli organi interni".
Da decenni sembrava molto più vecchio della sua età effettiva; poco prima di morire (a 59 anni) ammonì tutti i giovani: "Guardate come sono ridotto. Non diventate come me".

Molte le sue frasi celebri. Notando quanto fosse cambiato il mondo del calcio, asserì: "Quando giocavo io, lo facevo sempre col sorriso sul volto. Il calcio era un gioco. E dovrebbe esserlo ancora. Ma è invece diventata una faccenda troppo seria". Criticò i moderni "campioni", non risparmiando nemmeno il beniamino-di-tutti David Beckham: "Non sa calciare di sinistro, non sa colpire di testa, non riesce a togliere la palla all'avversario e non segna molti goal. Ma, a parte questo, è a posto". ("He cannot kick with his left foot, he cannot head a ball, he cannot tackle and he doesn't score many goals. Apart from that he's all right.")

Ecco altre sue perle (e si tratta solo di una selezione!):

- "Nel 1969 rinunciai all'alcool e alle donne. Furono i venti minuti più terribili della mia vita." ("In 1969 I gave up women and alcohol. It was the worst 20 minutes of my life.")
- "Tutti dicono che ho dormito con sette Miss Mondo. Peccato deluderli: sono state solo tre."
- "Quando giocavo negli Stati Uniti abitavo in una casa sul mare. Ma non ho mai fatto una nuotata: sul tragitto c'era un bar..."
- "Ho speso un sacco di soldi per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato." ("I spent a lot of money on booze, birds and fast cars. The rest I just squandered.")
- "Avrei potuto entrare nell'Anonima Alcolizzati. Il problema però è che io non posso restare anonimo."

[   Pubblicato anche sul blog musicale Topolàin   ]