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CICLOPEDIA... DELLO... SPORT
(Sugli esercizi corporali, tra il serio e il faceto) 
INDEX
.PAGINA 2.....................PAGINA 3..............................SPECIALE
.Ermafroditi ................... Maradona Superstar .............Il "Quinto Beatle"
Fairness .........................Preferiamo le giamaicane Roberto Baggio
Hockey su ghiaccio .......Sibilia Superstar Brocchi, storia, curiosità et alia Il Palermo Calcio
Trasferta ........................Il cielo in un sottoscala .........Altre curiosità sportive ..RONALDO
CALCIO ESPLOSIVO .. .......Maria Sharapova - fotoalbum....... STREAKERS - Folli invasori
"Al primo giro Alesi mi ha toccato due volte il posteriore." (Jacques VIlleneuve, pilota di Formula 1)
Eduardo Carreras, una delle figure più bizzarre del mondo calcistico, si è spento a Rio de Janeiro, quarantatreenne, in seguito al morso di una vedova nera. All'inizio della carriera, Eduardo era stato giudicato all'unanimità un eccellente "imparziale". A poco a poco, però, egli manifestò un certo squilibrio mentale, sorprendendo gli spettatori con trovate ogni volta più stravaganti. Finché numerosi sportivi finirono per recarsi alle partite da lui arbitrate esclusivamente per assistere ai suoi numeri clowneschi.
In certe occasioni, Eduardo Carreras si presentava allo stadio indossando la tipica divisa da arbitro con galloni d'ammiraglio cuciti sulle spalle e in più un largo cappello militaresco. Molto spesso egli aiutò sfacciatamente una delle due squadre e, nel corso di due o tre gare, addirittura arrivò a depositare personalmente il pallone oltre la linea di porta. Un suo acrobatico colpo di testa finito nella rete del Tontos Verderama, una delle formazioni da lui maggiormente danneggiate, venne votato come "goal più spettacolare della stagione".
Il morso della vedova nera che ha provocato la morte di Carreras rientra nel quadro di una vita vissuta interamente sotto l'emblema della stranezza. Poiché le sue stramberie non si limitavano alle partite che dirigeva, la moglie e i tre figli si videro costretti ad abbandonarlo. La sua agonia è durata ventidue mesi, e in tutto questo periodo doloroso l'uomo si è rifiutato di "saltare" un solo match. Nelle ultime penose settimane, egli è stato sostenuto economicamente dal Sindacato degli Arbitri dello Stato di Sao Paulo. Carreras aveva alle spalle vent'anni di attività sportiva, almeno diciannove dei quali caratterizzati da deviazioni psichiche.
Uno degli episodi più curiosi risale a poco prima del fatale "incontro" con la vedova nera. Carreras ha diretto un'immaginaria partita nello stadio del Margueritas Ballista, non lontano dalla sua abitazione. Lo stadio era vuoto, senza pubblico né giocatori. Con la casacca di imparziale, stivali da golpista e tenendo il pallone in mano, egli ha fischiato per novanta minuti, sotto ai riflettori accesi, corricchiando di qua e di là.
113 ARRESTI A CELTIC-RANGERS, ARBITRO AGGREDITO A CASA
(AGI/AP) - Glasgow, 2 maggio 1999- Centotredici arresti con l'arbitro Hugh Dallas colpito in campo da una monetina e la sua casa fatta successivamente oggetto di atti vandalici. È questo il bilancio del derby a Glasgow tra Celtic e Rangers, vinto per 3 a 0 dagli ospiti che hanno così matematicamente conquistato lo scudetto scozzese.
A far infuriare il pubblico del Celtic Park sono state l'espulsione di un difensore di casa per doppia ammonizione ed un successivo rigore concesso ai Rangers, dopo il quale c'è stato persino un tentativo di invasione. Il fischietto internazionale Dallas, raggiunto da una moneta, ha riportato quattro punti di sutura e, dopo che a mezzanotte era rientrato nella sua casa a sud di Glasgow, ha avuto la brutta sorpresa di sentire i vetri rompersi per il lancio di sassi.
Dallas è stato designato anche per dirigere la finale di Coppa scozzese in programma il 29 maggio sempre tra Celtic e Rangers...
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Video arbitro giocherellone
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Succede a Bettini, che lascia lo sport agonistico.
L'atleta indonesiana Ruwiyati ha scoperto una particolare forma di doping. Ruwiyati, vincitrice della maratona ai Giochi del Sudest Asiatico, ha dichiarato che il segreto del suo successo è... il sangue del suo allenatore! In un'intervista rilasciata all'Indonesian Observer, l'atleta ha confessato che, prima di ogni gara, ha l'abitudine di succhiare qualche goccia di sangue da un dito di Alwi Mugiyanto (l'allenatore). "Non so perché" dice testualmente Ruwiyati, "ma dopo aver gustato il suo sangue mi sento in formissima."
L'ideale giocatore di tennis dei nostri giorni è una macchina potente dalle sembianze umane. Deve essere fornito di una corporatura massiccia e superare il metro e ottanta di statura, deve essere agile e nello stesso tempo in grado di infierire con colpi micidiali. Ovviamente, una delle prerogative necessarie è il possedere un cervello matematico. Insomma: l'incrocio tra un professore di Harvard e l'omino della Michelin.
In un'epoca che a noi appare remota, di contro, i campioni di questo sport erano tutt'altro che fenomeni assolutamente fuori dalle regole della fisiologia umana. Si trattava di snelli gentiluomini, i quali, nonostante che non fossero proprio dei bagonghi, sembravano mezzo sperduti nei non troppi metri quadrati della loro metà campo. A quei pionieri con o senza mutande lunghe, e con o senza berretto, sopravvennero degli irascibili quanto simpatici individualisti (Nastase e McEnroe sono solo due esempi). Oramai è dato per scontato che i signori di una volta, d'altro stampo e d'altra stazza, oggi non potrebbero avanzare la pretesa di giocare un tennis a livello mondiale. Per entrare nel Parnaso dei supremi "racchettari", infatti, bisogna essere costruiti almeno come Boris Becker: il tedesco sa rimandare indietro le palle più impossibili, sciorinando numeri di alta acrobazia; e ogni sua battuta è una cannonata (sebbene, mi riferiscono, in privato non è che brilli come gran contatore di barzellette). Per quanto riguarda il settore femminile, si registra (oggi più che mai) una certa grazia in questo circo milionario, una leggiadrìa da ninfe forse accentuata dal costume spudoratamente ridotto. (Vedi il capitoletto ' Preferiamo le giamaicane ' o il Photo Special: Maria Sharapova.) Tale dato di fatto spiega forse il perché parecchi miei amici seguano dal vivo soltanto i match delle ragazze; e, soprattutto, perché lo facciano armati di Zenit o Minolta.
Martina Hingis
Silence, please! Tutte le facce a destra, tutte le facce a sinistra, a destra e a sinistra, a destra e a sinistra, iterativo fino al rovescio, al passante o alla schiacciata vincente. Advantage Becker... No, diciamo solo: Boris! E: Stefan! (Edberg.) O: Ivan! (Lendl.) E: matchball! Racchetta scagliata! A! Terra! Super! E: servizio Navratilova. (Martina!) Chiaro! Wimbledon: come no! Flushing Meadow... Flash! E: millions, millions! Dollars. Noah. Sabatini. Flash! Flash flash! Paolo! Cane! Quinto set, parità. Jimmy! E' Jimmy, quello! Connors, sì. (Era, non è.) Contro: McEnroe! (Maccarrò, indimenticabile Gionni Maccarrò.) Doppio misto, varietà! Il pubblico va in sollucchero. Flash! Flash flash! Quel vecchio scemo in terza fila si è addormentato. Ragazzine! (Quindicenni dalle cosce ben tornite.) Monica! (Seles.) Prìncipi e mecenati con due occhi così. Battuta Graf. (Steffi!) E tutti insieme: trenta-quindici... quaranta-trenta... forty-LOVE! E ognuno è: felice! Tennis. Diciamo solo: ten-nis! Luce, applausi. Prontezza di raccattapalle, figuracce di giudici di linea. E: advantage! Becker! Che estasi! Boris. Boooor... Silence, please! E poi tutti a casa con un collo così.
La Kournikova...
Il tennis è uno sport per teenies. Padri, figli e
forse anche nonni visitano spessissimo l'home page di Anna Kournikova (fatevi i conti:
aveva 17 anni nel 1999, 20 nel 2002...), dove la strepitosa russa si mostra con l'ombelico
al vento.
Quando la Kournikova si allena al Melbourne Park, vi sono non meno di 300 spettatori
presenti (200 almeno di sesso maschile). Dietro le quinte, la 16enne croata Mirjana Lucic
si fa fotografare in minigonna e tacchi a spillo. Ragazze, siete stupende! Attente però a
non cadere!... Ricordatevi della Capriati! (Consumava droghe pesanti e rubacchiava bigiotteria
nei supermercati.) Con i suoi 23 anni (nel '99), la tedesca Anke Huber si sente già
vecchia. Tutte le attenzioni si concentrano sulla generazione pubertaria. Le sorelle
Williams, la Lucic, la svizzera Hingis sono anche loro già quasi troppo
"mature". All'orizzonte si affacciano nuove ninfette. Alcune di loro hanno in
bocca ancora l'apparecchio per raddrizzare i denti...
...
e la Hantuchova.
La domanda da un dollaro bucato: "A venti anni ci ha già cinque manager che gli regolano gli affari e, in parte, anche la vita. CHI E'?"
Di Ronaldo, lo scrittore Manuel Vazquez Montalbán ha
detto: "Ha il fisico di un pugile e i piedi di Fred Astaire." Vero,
verissimo. E' un ragazzo dal grande talento e... dai facili talenti (soldi, cioè). E'
più che comprensibile che, per amor suo, la sua fidanzata abbia abbandonato la carriera
di fotomodella.
Forse pochi lo sanno, ma Ronaldo è anche un computer freak. Durante la clausura
del campionato mondiale 1998, si è fatto portare un PC nella stanza d'albergo per
'chattare' on line con la sua bella. Davanti al PC siede per ore, sta a surfare di qua e
di là... 'A Rona'! Se per caso stai leggendo
queste righe, un caro saluto da parte mia e di tutti i tuoi fans italiani!
(Anche se te ne sei andato dall'Inter.) Complimenti per il titolo mondiale 2002(Giappone e Corea) e per il
titolo di capocannoniere del torneo (8 reti in 7 partite, tra cui 2 in
finale contro la Germania).
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ELEGIA A RONALDO
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Così festeggiano i veri campioni del
mondo 
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