CICLOPEDIA... DELLO... SPORT
Appunti e informazioni varie, tra il serio e il faceto
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Scudetto e Coppa rappresentano per un calciatore il Sacro Graal...
Spesso
i giocatori che hanno segnato un goal si mettono a girare su se stessi come dervisci.
Se invece la loro squadra ha perso, si fanno statue di sale e sembrano monaci
buddhisti in meditazione...
2007. Romario come Pelè: Romario ha segnato il suo millesimo gol, e lo ha fatto come riuscì, a suo tempo, a 'O Rei, ovvero su calcio di rigore. A differenza della "Perla Nera", Romario non lo ha però segnato al Maracanà, ma al Sao Januario, lo stadio del Vasco da Gama, dove la squadra carioca ha giocato contro lo Sport Recife. Al 3' st, sull'1-0 per il Vasco (rete di Felipe), l'arbitro ha concesso un penalty, trasformato dal 41enne bomber che poi è scoppiato in lacrime, mentre la partita veniva interrotta per 15 minuti per permettere all'attaccante di ricevere, sul terreno di gioco, l'abbraccio della madre Dona Lita, della compagna Isabel e dei figli. Poi Romario è stato letteralmente preso d'assalto dai reporter.
Durante una sfida tra la nazionale ungherese e quella svedese, un tifoso svedese, evidentemente entusiasta per un goal realizzato dalla
sua squadra, scavalcò la rete protettiva e si mise a correre sul rettangolo di gioco,
liberandosi a poco a poco di ogni indumento.
Uno dei poliziotti stazionati a bordo campo liberò il suo cane, poi diede una
manganellata in testa allo spogliarellista, sollevò lo spogliarellista sulla rete di
protezione e lo rilanciò nel pubblico. Infine riprese la sua posizione come se nulla
fosse accaduto. Fino alla conclusione della partita, l'estroverso tifoso scandinavo rimase
nel mondo dei sogni... con un brutto bernoccolo in testa.
12 sett. 2006 - Esordio in 'A' a soli quattordici anni
Segnatevi questo nome: Nicolás Millán. Un talento calcistico cileno appena quattordicenne, che ha fatto il suo debutto presso le fila del rinomato club Colo Colo di Valparaíso: soltanto 10 minuti in campo (ha sostituito Felipe Mella, anche lui debuttante), ma gli sono bastati per sfiorare la traversa con un tiro da dentro l'area... Per la cronaca, il Colo Colo ha perso la partita 0-1 contro i Santiago Wanderers, ma Millán ha fatto la sua bella figura e sarà certamente una delle stars mondiali del calcio di domani.
L'allenatore del Colo Colo, Claudio Borghi, si è visto praticamente costretto a schierare il ragazzino, avendo la rosa decimata, ma dopo il match si è detto soddisfatto dell'estrosità di Nicolás.
Ciclopedia dello Sport blog seguirà d'ora in poi fedelmente la carriera di questo giovane asso del pallone.
Altri esordi "precoci":
Aveva 17 anni e 42 giorni Norman Whiteside quando debuttò con la maglia della Nazionale irlandese in España 1982, in una partita contro la Jugoslavia. Questo record a livello di Campionati del Mondo è ancora imbattuto.
Rodolfo Moya, cileno come Millán, deteneva fino a ieri il primato di giocatore più precoce della serie A del suo paese: aveva 15 anni, quattro mesi e 21 giorni quando poté scendere in campo con la maglia dell'Everton (squadra della città di Viña, non il rinomato club inglese!) in una partita diella Primera División.
Ancora più giovane di lui era l'argentino Sergio Agüero al suo debutto con l'Indipiendente, avvenuto il 2 giugno 1988: aveva 15 anni, un mese e tre giorni.
Freddy Koranteng Adu, ghanese classe 1989, divenne professionista della Major League Soccer statunitense vestendo la casacca del Washington D.C. United a soli 14 anni (27 aprile 2004). Nonostante le numerose offerte dall'Europa (lo volevano il Manchester United, l'Inter, il PSV Eindhoven...) Adu decise di restare in America, dove è una star; e anche per non allontanarsi troppo dai genitori, che abitano nel Maryland. Ha preso parte con gli USA al Campionato del Mondo Under 17 del 2003 e a quello Under 20 del 2005.
Brocchi: Hugo Maradona
Un giorno di primavera del 1985 nasce una stella: Maradona. No, non Diego, ma Hugo Hernan, schierato come regista della nazionale
argentina Under 16. Hugo, in effetti, è fratello minore del "Pibe de oro" (è
nato a Lanus il 9-5-1969, ed è quindi di quasi nove anni più giovane del celebre
fratello) e sembra averne, oltre al cognome, la classe: quel lunedì di Pasqua del 1985,
allo stadio Velez Sarsfield di Buenos Aires, mette a segno contro la Colombia una
doppietta spettacolare, segnando anche su splendida punizione all'incrocio dei pali.
L'Argentina Under 16 vince 4-0 e i presenti applaudono: è nata una stella.
Diego assicura che Hugo è destinato a diventare addirittura migliore di lui. Sa in
realtà di mentire ma, come sponsor, funziona benissimo: la stella Hugo, accesasi e
spentasi quel giorno, approda nella piccola corte del fratello a Napoli, dove conduce una
vita tutt'altro che consona ai doveri di un aspirante professionista. Poi va sotto
contratto: ad Ascoli Piceno. C'è un retroscena. Pare che Diego abbia minacciato i vertici
del Napoli: o prestare i soldi all'Ascoli per comprare il fratellino, o scordarsi i suoi
goal.
In realtà, il curriculum vantato da Hugo non è un granché: due stagioni all'Argentinos
Juniors con 19 presenze e una rete. Un giornalista argentino sintetizza così: "La
differenza tra Diego e Hugo? Uno calcia di sinistro e laltro di destro, uno a sedici
anni andava allallenamento con le scarpe rotte, laltro ci va a bordo di una
Mercedes". Ma non importa: Hugo debutta da titolare in serie A, con l'Ascoli, nel
campionato 1987/88. Sarà una delle 3 partite che la fotocopia sbiadita dell'autentico
Maradona disputerà dal primo minuto di gioco: l'allenatore Castagner gliene farà
giocare, a sprazzi, altre 12, con la magica maglia numero 10 e risultati a dir poco
deludenti. Gol realizzati: zero. Il baby si è installato in un appartamento con
unamica napoletana. Ha diciotto anni, la faccia imberbe, una tecnica squisita che
sciorina al debutto ma nessuna voglia di soffrire. Dopo la disastrosa stagione, l'Ascoli
decide di fare a meno del giovane Maradona.
Passerà in Spagna, al Rayo Vallecano, in B. Poi sparisce dalla scena calcistica per anni.
Non definitivamente, però. Il Giappone, refugium peccatorum di campioni attempati
(un celebre esempio: l'ex nazionale tedesco Littbarski) e di scarsi talenti, lo accoglie a
braccia aperte e lo trasforma in stella del Consa Sapporo.
Una curiosità: precisamente come Hugo, anche l'altro fratello di Diego Armando Maradona,
Raul detto Lalo, si rivelò negato per il calcio d'alto livello. Troppa poca
abnegazione...
In una
cittadina del Tennessee (USA), l'incontro tra due formazioni "under 16" sembrava doversi concludere disastrosamente per uno dei due team, che fino
al 45° minuto era in svantaggio di tre reti (0-3 il risultato provvisorio). Durante il
campionato, l'allenatore di questo catastrofico ensemble le aveva provate tutte, ma con
risultati negativi: i suoi ragazzi perdevano puntualmente con otto e a volte dieci reti di
scarto. Così, per il secondo tempo di quella gara, visto che la squadra era indietro di
"sole" tre reti, decise di provare una tattica completamente nuova. Disse ai
suoi di portarsi tutti in avanti, lasciando nella propria metà campo soltanto il
portiere... Per incredibile che può sembrare, quello che era il peggiore undici del
campionato giovanile riuscì effettivamente a vincere la sua prima (e unica?) partita
della stagione, usando il fattore sorpresa, un pressing napoleonico e una radicale
applicazione della "tattica del fuorigioco". Ma queste cose possono accadere
soltanto negli States, e anche lì soltanto tra i quindicenni...
TUNISI, 16 giugno 1999 - Tragico bilancio con quattro morti e decine di feriti negli scontri avvenuti tra le tifoserie di Olimpico e di Beja-Esperance, giocata nel pomeriggio a Tunisi. La partita, valida per la semifinale della Coppa del Presidente, era trasmessa in diretta tv, ed è stata improvvisamente sospesa senza dare alcuna spiegazione. Gli incidenti tra i tifosi sono scoppiati durante il secondo tempo, quando i giocatori dell'Olimpico Beja hanno protestato per un presunto fallo da rigore su cui l'arbitro ha sorvolato. Dagli spalti è cominciato un fitto lancio di pietre e altri oggetti verso il campo. Non è ancora chiaro se i morti e i feriti sono stati causati dall'intervento della polizia o dagli scontri tra le due tifoserie.
BRASILE 1999 - Roger, portiere dell' F.C. Sao Paolo, è stato espulso
dal suo club perché alcune foto che lo mostrano nudo sono
apparse in una rivista per omosessuali. L'allenatore Paulo Cesar Carpegiani ha appoggiato
la decisione presa dal presidio della società, dicendo: "Il Sao Paolo deve essere
d'esempio a tutti i giovani, e una cosa del genere non va proprio."
Nei mesi scorsi, altri giocatori brasiliani erano apparsi nudi sulle pagine della stessa
rivista, ma per loro non ci sono state conseguenze disciplinari.
Germania 2006
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˜”*°•.CAMPIONI DEL MONDO.•°*”˜
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16 nov. 2005: Turchia-Svizzera 4-2
"Benvenuti all'INFERNO!" recitava uno striscione allo stadio di Istanbul. La Turchia doveva cercare di rimontare lo 0-2 di Berna. La gara d'andata aveva lasciato strascichi, iniziati dai sonori fischi all'inno turco da parte del pubblico svizzero e proseguiti con il "blocco" di Fatih Terim, il selezionatore turco, che cercava di raggiungere la sala stampa. Pochi giorni dopo, l'arrivo della truppa elvetica in Turchia è stato condito con atti intimidatori dei tifosi che hanno lanciato di tutto contro il loro pulmann.
Certo, in Svizzera la provocazione c'era stata, ma è da ingenui cadere nel trabocchetto. Davvero imperdonabile il comportamento di tifosi, dirigenti e giocatori turchi prima, durante e soprattutto dopo il ritorno di questo spareggio per i Mondiali. In un clima bollente, la nazionale turca ha vinto per 4-2, ma il risultato non è bastato per potersi qualificare a Germania 2006.
"Quello che è accaduto a Istanbul ha davvero dell'incredibile. Una vergogna!" ha tuonato il presidente della FIFA Sepp Blaetter, minacciando pesanti sanzioni nei confronti della federazione turca.
"Sarebbe ora!" sospirano gli indignati appassionati di calcio di mezzo mondo. In effetti, anche in passato la Turchia si era fatta notare per atti di intemperanza che nulla hanno a che spartire con lo spirito di fairness che dovrebbe contraddistinguere ogni sport.
Il 17 settembre 1967, nella cittadina di Kayseri, ci furono addirittura scontri armati tra i tifosi delle due squadre in campo, a causa di una rete dubbia; il bilancio dei disordini fu di ben 44 morti e di oltre 600 feriti.
Il 5 aprile 2000, durante Galatasaray-Leeds United (match di Coppa UEFA), si registrarono violenti scontri tra supporters inglesi e assatanati fans turchi. Un cittadino inglese fu accoltellato a morte. La polizia arrestò 25 persone; 16 inglesi vennero rispediti in patria con il foglio di via.
L'11 giugno 2003 si giocò Turchia-Macedonia. Quando la nazionale ospite segnò la rete del 2-1, sul settore degli spettatori al seguito della nazionale macedone si abbatté un vero e proprio acquazzone di bottiglie e di monetine. In quell'occasione, la federazione turca se la cavò con una multa.
Ma incidenti del genere accadono in Turchia spessissimo, sia durante il campionato, sia quando arriva un club estero. Soprattutto da non sottovalutare sono le vessazioni subite da giocatori e accompagnatori all'aeroporto e in albergo. Per i nazionali svizzeri, le prepotenze sono proseguite oltre, con l'impossibilità di effettuare l'allenamento di prammatica e poi durante la partita e dentro gli spogliatoi, con aggressioni da parte di personale dello stadio e persino di dirigenti turchi.
Ora la FIFA ha intenzione di non far partecipare la Turchia ai prossimi mondiali. Secondo noi, il provvedimento deve essere preso per davvero, e servire da esempio anche ad altre federazioni. Bisognerebbe inoltre applicare sanzioni ugualmente severe ai club impegnati nelle competizioni europee che hanno i tifosi e i dirigenti più "indisciplinati": ogni volta, il rischio che ci scappino i morti e i feriti è troppo grande.
Euro 2004. Birra
inglese.
Le antiche imprese (anche legali) dell'AC
CATANIA
Correva lanno 1960-61 e il Catania dei gregari riuscì a piazzarsi davanti
al Bologna di Bulgarelli e Vinicio e a un solo punto dalla Fiorentina di Hamrin e
Montuori. Lanno seguente riuscì addirittura a piazzarsi davanti alla Juventus di
Charles, Sivori e Stacchini e a pari punti con la Sampdoria di Brighenti e Skoglund,
grazie allapporto di gente come Szymaniak e Vavassori. Era il 1962-63 quando il club
siciliano riuscì addirittura a battere la Grande Inter - poi scudettata - del
Mago e di campioni come Burgnich, Facchetti, Suarez, Corso e Mazzola .
Lanno successivo, un altro campionato maiuscolo, che permise al Catania di stare
davanti alla Roma di Cudicini, De Sisti, Sormani e Angelillo, grazie alle prestazioni di
giocatori come Danova e il grande Cinesinho. Nel 64-65, altre grandi prove con i
rossazzurri a ridosso del Cagliari di Cera e Riva e del Bologna di Haller, Nielsen e
Pascutti. Nel 1965-66 lamara retrocessione, che regalò comunque grandi
soddisfazioni, come la vittoria sullInter della stella. Seguirono quasi
trentanni di alti e bassi con il Catania sempre sugli scudi nelle categorie
inferiori e con sporadiche apparizioni in A e splendidi campionati in B. Fino ad arrivare
al 1993, quando il Catania del cavalier Angelo Massimino (scomparso nel 97 in
seguito a un incidente stradale) venne radiato e costretto a ripartire
dallEccellenza (non senza colpe della Figc e dellallora presidente Matarrese).
| Grandi del calcio: PELÈ L'incredibile esordio di "O Rey"
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Aspettando Pechino 2008...

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