La musica in sottofondo è THE LION SLEEPS TONIGHT

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RONALDO

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Il quarantennale braccio di ferro tra due ideologie opposte si è concluso, com'è noto, con la resa dei paesi del Patto di Varsavia. Evidentemente, per tutto questo tempo i regimi d'Oltre Cortina intuivano come sarebbe andata a finire, e si sono voluti prendere una rivincita in anticipo... facendo man bassa di medaglie alle Olimpiadi. Ripassando in rassegna gli annali delle ultime edizioni dei Giochi prima del crollo del sistema socialista, colpisce soprattutto la predominanza delle atlete dell'Europa Orientale. Ma, oggi che si può parlare più liberamente senza tema di un qualche "altolà!" diplomatico, è lecito domandarsi: si trattava veramente di... atlete? L'occhio delle telecamere coglieva non raramente particolari inquietanti: spalle larghe, bicipiti robusti, gambe e volti pelosi... non proprio il fior fiore del gentil sesso, dunque.

E' saltato fuori che parecchie fanciulle erano imbottite di ormone sessuale maschile, noto sotto il nome di nor-testoterone. (L'antidoping tende a stabilire se nel corpo del soggetto è presente l'ormone sessuale gonadotropina, la nor-pseudofedrina - appartenente al gruppo degli stimolanti - o, appunto, il nor-testoterone; in caso affermativo, è palese che tale soggetto è "drogato".) Già fin dagli anni Cinquanta era balenato il sospetto che alle gare riservate alle donne partecipassero ermafroditi, quel tipo di individui che Platone voleva farci credere estintisi all'alba della civiltà per espresso desiderio di Zeus. Solo che gli ermafroditi presenti alle Olimpiadi, al contrario di quelli di Platone, avrebbero avuto un bagaglio genetico formato in gran parte da cromosomi maschili, anziché femminili. Le proteste sollevatesi da più parti in seguito all'aspetto più che dubbio di diverse "atlete" portò all'introduzione della prova del sesso per tutte le partecipanti. Significativamente, molte delle sospettate ritirarono la loro partecipazione, sottraendosi alla verifica anatomica.

Alle origini, gli esseri umani avevano le sembianze di creature doppie: due teste, quattro gambe e... due organi sessuali. In seguito Giove ordinò la separazione. Da allora, ognuno di noi è alla ricerca della sua metà mancante.

L'idea - sicuramente assurda - che l'omosessualità possa essere uno sfregio alla natura, si fece strada ai primordi dell'èra Cristiana.

La "prova del nove" per gli sportivi fu introdotta a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, soprattutto a causa dell'aspetto dubbio di diverse atlete dell'Europa Orientale. Inizialmente il controllo fu effettuato in circostanze vergognose e disumane, poco prima dell'inizio di ogni torneo, e certificava se un'atleta era veramente di sesso femminile. Fatto sta che, con l'introduzione della verifica, sparirono i "soggetti sospetti". Si ebbe così l'impressione che il problema fosse stato risolto, ma riaffiorò clamorosamente ai Giochi dell'Asia del 1990. Nella squadra femminile di hockey dell'India, uno dei componenti aveva... il sesso sbagliato. Il truffatore venne scoperto prima della competizione e subito rispedito a casa, anziché essere inserito nella squadra maschile, come avrebbe voluto lui.

Famoso è il caso di certo - o certa - Petruska Quadriugo, elemento originariamente schierato nella formazione femminile di pallacanestro della Mongolia Esteriore. Dopo la squalifica per "falsa dichiarazione sui propri attributi genitali", l'elemento in questione, invece di rimpatriare, poté continuare i Giochi (non vorrei sbagliare: dovevano essere quelli di Melbourne)... prendendo parte al torneo maschile. Di una semplicità quasi geniale fu il trucchetto escogitato da questa persona per non abbandonare le Olimpiadi: semplicemente, invertì l'ordine del nome e del cognome, registrandosi come Quadriugo Petruska.

Professionisti del tennis che sotto rete mirano con forza sul corpo dell'avversario; piloti di Formula Uno che in curva tagliano la strada ai concorrenti; giocatori di pallamano che dai sette metri, come cecchini, fissano acutamente la faccia del portiere, intimidendolo; malandrini dell'hockey su ghiaccio che piantano la mazza nel volto del loro "angelo custode"; pugilatori che colpiscono sotto la cintura o che mordono a sangue l'orecchio dell'avversario... Le regole dello sport o la legge della giungla? Il pubblico gode: è assetato di sangue. Si continua tuttavia a parlare di "fairness"...

"...I CANADIANS sono campioni di PENALTY KILLING e insuperabili nell'evitare che qualunque avversario migliori la lista degli SCORES a loro discapito... I LINESMEN hanno rilevato prontamente l'OFFSIDE, poi segnalano un RED-LINE- OFFSIDE. In alcune occasioni, però, non sono concordi nella segnalazione di un ICING. Il giocatore punito getta per terra l'elmo e si avvia verso la panchina imprecando contro uno dei REFEREES... Una delle più frequenti penalità è il ROUGHIN... Fetisov è un BLUE LINER..."

I must say, it's spaventoso ascoltare un Italian commentatore, it's nearly so brutto as on Swiss-TV, because they also fanno confusione con their madre-language. Italy, Italy, dove are you going to?

L'Italia del rugby batte la Scozia ad Edimburgo. Il 24 febbraio 2007 gli Azzurri del rugby conquistano per la prima volta una vittoria esterna nel torneo delle Sei Nazioni, battendo a Edimburgo la Scozia con il punteggio di 17 a 37. Già dopo 6' è 0-21; inoltre Alessandro Troncon (nella foto: seppellito dai compagni dopo una sua realizzazione) è ancora 'Man of the Match'.
Con questa vittoria l'Italia entra a far parte delle prime dieci squadre più forti al mondo secondo la classifica della IRB.
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15 marzo 2008: a Roma, l'Italia batte la Scozia (ancora!) nell'ultima gara del Sei Nazioni 2008 ed evita così "il Cucchiaio di Legno", "premio" che va alla squadra sempre sconfitta. Il risultato stavolta è stato di 23-20. La nostra Nazionale non ha potuto tuttavia evitare l'ultimo posto; per superare la Scozia in graduatoria avrebbe infatti dovuto vincere con uno scarto di 5 punti.

...Prima della partita, i tifosi hanno dato l'esempio di quel che è un arrembaggio partenopeo: davanti allo stadio hanno preso le auto a pugni e calci e le hanno costellate di sputi, hanno picchiato un giornalista e un fotografo e hanno poi accolto il pullman della loro squadra minacciando: "Se perdete col Venezia non tornate ad Avellino perché vi spaccheremo le gambe." (Vedi anche: ' Fairness '.)

Giocavano su una grossa bomba inesplosa e non lo sapevano! Durante i lavori per riassestare il campo del Westfalen Stadion di Dortmund, gli operai si sono imbattuti in un duro oggetto di metallo che, a un primo esame, si è subito rivelato essere una grossa bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale! Per decenni, dunque, il Borussia Dortmund ha fatto giostrare la propria squadra e quelle avversarie ad appena uno o due metri sopra un pericoloso ordigno esplosivo. Dopo il ritrovamento, la bomba è stata immediatamente disinnescata e quindi portata in un museo regionale.

Immagini dalla Bundesliga Dentro il tappeto s'è nascosto il giocatore Elber, esultante dopo aver segnato per il Bayern Monaco

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Eroi in pallone (Svarioni linguistici)...         Roberto Baggio

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